Cinema e abuso di potere: per società di Weinstein è la fine

18 Ottobre 2017, di Alessandra Caparello

Scandalo ad Hollywood. Il produttore Harvey Weinstein accusato di molestie e violenze sessuali: ora la sua società di produzione cinematografica, la The Weinstein Company finisce nelle mesi di un uomo molto vicino a Trump, Tom J. Barrack Jr,  proprietario della società di investimento Colony capital.

Una vicenda che vede legati insieme politica, economia e scandali sessuali e per uno strano scherzo del destino la società di Harvey Weinstein, il produttore orco che chiedeva favori sessuali alle attrici in erba e che ha finanziato per decenni i leader democratici e le battaglie della sinistra liberal ora passa in mano ad un amico di Trump.

Secondo un’inchiesta del Washington Post del 1998  Weinstein pagò almeno 10mila dollari per le spese legali dell’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton coinvolto nel caso Lewinski e ora un consigliere occulto del nuovo inquilino della Casa Bianca prende le redini del suo impero.

“Siamo lieti di investire nella Weinstein e di aiutarla ad andare avanti, aiuteremo la società a riconquistare la posizione iconica che merita nell’ industria indipendente del cinema e della televisione”. 

Barrack, nipote di emigranti libanesi, ha iniziato la carriera come avvocato nello studio dei legali di Nixon è questo della società di Weinstein è  un colpo ad effetto, che renderà il numero uno di Colony Capital ancora più potente nei palazzi di Washington e che potrebbe rivoluzionare in futuro anche il mondo del cinema.