Cina: economia e sviluppo futuro nelle Due Sessioni di Pechino

19 Marzo 2021, di Redazione Wall Street Italia

Cina: economia e sviluppo futuro nelle Due Sessioni di Pechino

di Lorenzo Riccardi, economista Shanghai University

L’attuazione del quattordicesimo piano quinquennale (2021-2025) con cui la Cina decide le strategie economiche e politiche future è stata approvata in occasione delle “Due Sessioni” della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese e dall’Assemblea Nazionale del Popolo di marzo 2021.

Tra i temi chiave lo sviluppo sostenibile, la strategia della dual-circulation che promuove consumi interni e investimenti esteri tramite il piano Belt Road, l’attenzione all’ambiente, l’innovazione tecnologica, la sicurezza e l’urbanizzazione del Paese. Il quattordicesimo piano quinquennale proietta la Cina verso obiettivi di medio termine al 2025 e di lungo termine fino al 2035.

Al termine delle Due Sessioni il Premier Li Keqiang ha ripercorso i temi discussi presentando un rapporto sulle attività del governo e ha confermato gli obiettivi economici e sociali per il 2021 e per gli anni futuri.

Nessun Covid-bond previsto per 2021 e obiettivo crescita fissato ad oltre il 6% nonostante il Fondo Monetario Internazionale preveda un incremento del PIL cinese pari al 7,9% per l’anno in corso ed alcuni analisti abbiano stime ancora maggiori.
Nella comunicazione politica del Partito Comunista Cinese la ponderazione è la regola, nessuna stima imprudente ed ogni dichiarazione viene misurata; in modo analogo è stato confermato l’interesse a promuovere l’utilizzo di una valuta cinese sempre più internazionale ma senza rischi per il sistema valutario domestico.

Gli altri obiettivi di breve periodo sono la creazione di oltre undici milioni di nuovi posti di lavoro nelle grandi aree urbane, il tasso di disoccupazione al 5,5% e un indice dei prezzi al consumo entro il 3%.
Il Consumer Price Index (CPI) o indice dei prezzi al consumo è un indicatore statistico dato dalla media dei prezzi di un paniere di beni che ha come riferimento le abitudini di acquisto di un consumatore medio, a volte inserito nei contratti di lavoro cinesi per limitare gli aumenti salariali su base annua.

Pechino conferma l’impegno a incrementare i volumi del commercio globale, con aumento delle esportazioni e delle importazioni che già nel 2020 hanno registrato il livello record di 4.646 miliardi di dollari in valore aggregato.
La Cina mantiene la leadership negli scambi internazionali in ogni regione estera con 2.387 miliardi di dollari nel commercio con l’Asia, 187 miliardi con Africa, 908 con l’Europa, 968 con le Americhe e 195 miliardi di dollari con i paesi dell’Oceania per un incremento totale del commercio 1,5% durante l’anno della pandemia.

Nelle Due Sessioni è stato inoltre confermato l’impegno ad una crescita del reddito pro-capite e degli standard sociali, oltre all’attenzione specifica al miglioramento ambientale mediante una serie di politiche che puntano alla riduzione dei principali fattori inquinanti ed al calo del 3% circa del consumo di energia per unità di prodotto interno lordo.

Per rilanciare le piccole e medie imprese sono stati previsti tagli al gettito fiscale e aliquote ridotte con VAT al 3% fino a circa 240.000 EUR di volume d’affari annuo e imposte Company Income Tax (CIT) al 5% sui redditi societari fino a 130.000 EUR e CIT 10% fino 400.000 EUR annui circa.

L’innovazione e lo sviluppo tecnologico rimangono centrali nelle politiche di governo, con un incremento annuo di oltre il 7% in ogni investimento nell’ambito della ricerca. È stato confermato l’obiettivo di concentrare il 65% dell’intera popolazione nelle grandi aree urbane, già individuate nelle mega regioni del Pearl River Delta a Sud, Yangze River Delta attorno a Shanghai sulla costa Est, del Bohai Economic Rim di Pechino e del West Triangle nell’Ovest del Paese.

La Cina programma una strategia di lunghissimo periodo che include il 2030, anno entro cui si impegna ad avere emissioni zero nella lotta contro inquinamento e cambiamenti climatici, con obiettivi quindicinali fino al 2035 per promuovere il ruolo crescente di super-potenza economica.
Secondo un’analisi pubblicata dal Centre for Economics and Business Research basato nel Regno Unito si prevede che Pechino supererà Washighton diventando la più grande economia in base al prodotto interno lordo già nel 2028.