Cina: banca centrale immobile, Shanghai -8,5%: “Un disastro, nessuno può fermarlo”

24 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

SHANGHAI (WSI) – Sembra di essere tornati alla crisi dei mercati asiatici degli Anni 90. Il mercato è nel panico e gli speculatori si liberano degli asset che reputano più vulnerabili.

“È un vera catastrofe, nessuno può fermarla”, ha avvertito ai microfoni di Bloomberg Chen Gang, chief investment officer di Heqitongyi Asset Management. “Se non riduciamo l’esposizione, il nostro fondo rischia la chiusura. È stata la sorte toccata a molti nuovi fondi privati. Spero che riusciremo a sopravvivere”.

La paura per un rallentamento della seconda economia al mondo ha affossato i principali indici di Borsa mondiali stamattina, in particolare dopo che le autorità cinesi hanno preferito non intervenire a sostegno dei listini.

In assenza di misure statali, la Borsa ha subito un crollo dell’8,5% a 3.209 punti: è la giornata peggiore dal 2007. In generale in Asia è esodo dagli asset più rischiosi, con i mercati che sono scivolati ai minimi di tre anni.

È probabile che la banca centrale cinese, vista la situazione d’emergenza, non se ne resti con le mani in mano nei prossimi giorni. Stando alle ultime indiscrezioni la People Bank of China dovrebbe tagliare il coefficiente di riserva obbligatorio per le banche e inondare i mercati di liquidità.

I bond considerati beni rifugio e lo yen sono alcuni degli asset premiati dagli operatori di mercati, sempre più nervosi per il possibile impatto che un ‘hard landing’ dell’economia cinese potrebbe avere sulla ripresa mondiale, già così zoppicante.

(DaC)