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Chi investe come Warren Buffett? Cinque nomi da conoscere (e da cui imparare)

La  notizia dell’uscita di Warren Buffett dalla presidenza del consiglio di amministrazione di Berkshire Hathaway ha segnato la fine di un’era. Il leggendario “Oracolo di Omaha” ha costruito in decenni una reputazione (e un patrimonio) impeccabile grazie a uno stile d’investimento improntato sulla disciplina, il valore e la pazienza.

Ma Buffett non è mai stato solo nel suo modo di vedere il mercato. Dietro di lui (e prima di lui) ci sono investitori che ne hanno condiviso i principi, applicandoli in modo personale ma altrettanto efficace.

Cinque investitori alla Warren Buffett

Ecco cinque investitori che incarnano la filosofia di Warren Buffett — e che offrono lezioni preziose a chiunque voglia crescere come investitore.

Benjamin Graham

Non si può parlare di Buffett senza citare il suo mentore, Benjamin Graham, considerato il padre dell’investimento “value”. È a lui che si deve l’idea di cercare titoli sottovalutati rispetto al loro valore intrinseco, mantenendoli in portafoglio finché il mercato non ne riconosce il vero potenziale.

Graham è anche autore di un libro-bibbia degli investimenti, ” The Intelligent Investor, considerato ancora oggi una lettura obbligata per chi vuole avvicinarsi alla finanza con metodo. La sua celebre frase: “Quando Wall Street si allontana dal valore contabile, si avventura in territori pericolosi”, sintetizza perfettamente il suo approccio prudente e razionale.

Peter Lynch

Un altro nome iconico è Peter Lynch, storico gestore del fondo Magellan di Fidelity, con una performance stellare: +29,2% medio annuo tra il 1977 e il 1990.

Lynch ha sempre promosso l’idea di investire in ciò che si conosce davvero: “La cosa più importante è sapere perché possiedi un’azione. Molti investitori non sanno spiegarlo: spesso dicono solo ‘perché sta salendo’”. Anche Buffett è noto per un principio simile: “Compra solo ciò che conosci”. Una lezione semplice, ma spesso dimenticata, soprattutto in tempi di hype e di trading compulsivo.

Joel Greenblatt

Joel Greenblatt è oggi uno dei principali riferimenti per chi cerca un approccio quantitativo all’investimento value. Ex professore alla Columbia Business School, è anche cofondatore di Gotham Asset Management.

Nel suo libro The Little Book That Beats the Market, Greenblatt propone un metodo basato su due indicatori: Return on Invested Capital (ROIC) e earning yield. Combinando questi due elementi, riesce a individuare aziende efficienti e sottovalutate. Un metodo semplice, ma estremamente rigoroso, perfetto per chi vuole evitare decisioni emotive.

John Templeton

John Templeton è stato uno degli investitori più audaci e lungimiranti del secolo scorso. Nel 1939, mentre l’Europa scivolava nella Seconda guerra mondiale, acquistò azioni di oltre 100 aziende statunitensi che quotavano meno di un dollaro. Guadagnò su tutte, tranne che su quattro.

Il suo principio guida? Cercare le occasioni nei momenti di massimo pessimismo, quando tutti vendono. Una filosofia in linea con un’altra celebre massima di Buffett: “Sii timoroso quando gli altri sono avidi e avido quando gli altri sono timorosi”.

Howard Marks

Howard Marks, fondatore e co-presidente di Oaktree Capital, è un investitore che predica prudenza e pazienza. Critico verso l’idea che rischio e rendimento vadano sempre a braccetto, Marks ha affermato: “Alto rischio non equivale ad alto rendimento. Se così fosse, non sarebbe davvero un rischio”.

Per Marks, l’errore più comune è agire quando non c’è nulla da fare. “Quando non c’è nulla di intelligente da fare, l’errore sta nel cercare comunque qualcosa di furbo”. Un approccio che richiede autocontrollo e una visione di lungo periodo, proprio come quello di Buffett.

Il metodo vince sull’emozione

Tutti questi investitori hanno qualcosa in comune con Warren Buffett: l’adozione di un metodo chiaro, coerente e basato su dati reali. Ognuno ha declinato il value investing a modo suo, ma tutti condividono un elemento fondamentale: la capacità di rimanere fedeli al proprio approccio, anche (e soprattutto) nei momenti di incertezza.

Per chi si avvicina al mondo della finanza, la lezione più grande non è solo “cosa comprare”, ma come pensare. Ed è qui che Buffett — e i suoi “eredi intellettuali” — continuano a fare scuola.