Mercati

Cassa centrale punta su wealth management e polizze

Si chiama IM•PATTO il nuovo piano Strategico 2026–2028 che il consiglio di amministrazione di Cassa Centrale Banca ha approvato e presentato ai vertici delle banche affiliate e delle società controllate. Un documento che, come si legge in una nota del gruppo trentino che ragguppa 65 Bcc con 1.480 filiali in tutta Italia, definisce le priorità di sviluppo del prossimo triennio.

“IM•PATTO esprime il modo in cui il nostro Gruppo intende affrontare il futuro: con scelte responsabili, consapevoli degli effetti che generano nel tempo”, ha affermato Giorgio Fracalossi, presidente di Cassa Centrale Banca. “Come Gruppo cooperativo, continuiamo a credere in una crescita che crea valore diffuso, rafforzando il legame con le comunità e guardando alle generazioni future.”

Wealth management e bancassurance come leve di crescita

Il cuore commerciale del piano batte attorno a due direttrici che il gruppo considera decisive per rafforzare la capacità commerciale: il wealth management e la bancassurance. I numeri parlano chiaro. La raccolta indiretta è attesa a 68,4 miliardi di euro a fine 2028, con una crescita del 25,5% rispetto ai livelli consuntivi del 2025. A trainare questa espansione saranno il comparto assicurativo, previsto in aumento del 36%, e il risparmio gestito, con una crescita del 35%.

Sul fronte commissionale, il piano prevede ricavi fino a un miliardo di euro a fine 2028, con una crescita media annua del 4,1% rispetto al 2025.
È questa la principale leva di crescita del margine commissionale, “legato al rafforzamento dell’offerta di prodotti e servizi”, a fronte di una prudente evoluzione del margine di interesse che “fattorizza una forbice commerciale costante in arco piano”, alla luce di un contesto di mercato caratterizzato da forte incertezza.

Impieghi e qualità del credito

Sul fronte degli impieghi, il piano fissa un target di esposizione creditizia lorda verso la clientela pari a 57 miliardi di euro al 2028, in crescita del 7,6% rispetto al consuntivo 2025, con 30 miliardi di nuove erogazioni previste nell’arco del triennio. Particolare attenzione è dedicata al supporto alla crescita delle imprese dei territori, in particolare PMI e corporate.

La qualità del portafoglio creditizio rimane uno degli elementi su cui il gruppo intende preservare il suo vantaggio competitivo: il Core NPL ratio netto è atteso allo 0,9% nel 2028, con un tasso di copertura del deteriorato al 71%, “tra i più elevati del mercato”. Il rapporto tra prestiti e raccolta diretta rimarrà in area 68%, confermando una posizione di liquidità strutturale abbondante.

Tecnologia e intelligenza artificiale: 300 milioni in tre anni

Uno degli assi portanti del piano è la trasformazione tecnologica. Nel triennio 2026–2028 sono previsti investimenti ICT complessivi pari a 300 milioni di euro, destinati a supportare l’integrazione dei processi operativi, l’evoluzione dei modelli di servizio e il rafforzamento della resilienza operativa. L’intelligenza artificiale è indicata come strumento per rendere i processi decisionali “più tempestivi”.
Sul piano dei risultati complessivi, il margine di intermediazione raggiungerà i 3,5 miliardi di euro nel 2028 (dai 3,2 miliardi del 2025), mentre il risultato operativo è atteso a 1,45 miliardi, già scontando il piano di investimenti IT e il rafforzamento dell’organico. I principali indicatori patrimoniali e di redditività fotografano un gruppo solido: CET1 ratio al 35,4%, ROE all’8,4%, ROA all’1,1%, cost income primario al 58%.

Altrettanto strategiche vengono indicate le persone, che si confermano fra i “fattori chiave” del Piano con una rinnovata attenzione allo sviluppo delle competenze dei 12.000 dipendenti.

La mutualità come bussola strategica

Il piano non si esaurisce nella dimensione finanziaria. La mutualità è indicata come “elemento identitario del modello di Gruppo” e come bussola che orienta gli effetti della strategia verso i territori. Lo sottolinea con nettezza l’amministratore delegato Sandro Bolognesi:

“Gli investimenti in innovazione, persone e processi rafforzano il nostro modello mutualistico, consentendo di migliorare la qualità del servizio e di accompagnare in modo concreto famiglie, imprese e comunità locali nei loro percorsi di sviluppo. IM•PATTO esprime una strategia responsabile, misurabile e di medio periodo, pensata per produrre impatti positivi e duraturi a beneficio dei soci e dei territori.”