Cash in portafoglio: i pro e i contro

25 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Salvarsi galleggiando in un mare di liquidità. Perché l’incertezza sulle prospettive della ripresa economica mantiene alto (o fa crescere) il peso del cash nei portafogli degli investitori. Tendenza che ottiene l’approvazione dei gestori professionali e degli strategist di portafoglio.

«Oggi gli investitori tendono ad aumentare il peso della liquidità in modo che definirei strutturale», afferma Dino Marcialis, direttore generale del gruppo di asset management MC Gestioni. Secondo Marcialis uno dei motivi che spinge i risparmiatori a preferire la liquidità dipende dal timore di un aumento dei tassi di interesse futuri.

Infatti sebbene ci sia l’aspettativa diffusa che i rendimenti rimangano bassi per un lungo periodo di tempo, «tutti sono consapevoli che prima o poi il costo del denaro ricomincerà a salire. E c’è la consapevolezza che i bassi premi offerti attualmente dagli investimenti, specie in obbligazioni, non siano sufficienti a ripagare il rischio di un futuro aumento dei tassi di interesse», conclude. «Visto che i rendimenti dei titoli a 4-5 anni sono così modesti, per molti è indifferente rinunciare a una remunerazione scarsa in cambio della sicurezza offerta delle attività più liquide», concorda Jacopo Ceccatelli, strategist di JC&Associati Sim.

Cerchiamo dunque di sintetizzare quali sono i principali vantaggi (e gli svantaggi) del detenere liquidità in portafoglio.

Liberi tutti

La liquidità conviene, specie nei momenti di crisi e di grande incertezza sull’evoluzione futura dei mercati finanziari, perché consente agli investitori la massima libertà di movimento. Rimanendo liquidi, infatti, i risparmiatori non corrono alcun rischio e hanno la possibilità di cogliere immediatamente le opportunità migliori nel momento in cui si presentano, magari proprio per effetto di una crisi improvvisa in una qualche categoria di investimento ( asset class ), ad esempio le azioni o i corporate bond.

Una funzione importante della liquidità è ovviamente quella di parcheggio del denaro. Se non ci sono alternative sufficientemente remunerative e a basso rischio, collocare, per un tempo più o meno lungo, le risorse finanziarie in attività a vista sembra la soluzione migliore. In questo momento ci sono poi ulteriori incentivi legati alla debolezza del ciclo economico che spingono in favore della liquidità.

Molti economisti sono persuasi che le economie dei paesi più avanzati corrano un elevato rischio di caduta nella deflazione, la diminuzione generalizzata dei prezzi al consumo. Se questo scenario, molto negativo per l’economia, dovesse concretizzarsi la liquidità è un rifugio sicuro perché la moneta tenderebbe a rivalutarsi nel tempo.

Costo

A parere degli specialisti gli svantaggi del detenere liquidità sono in questo momento inferiori ai vantaggi prodotti da questa scelta. «Il costo principale del cash è dato dal fatto che l’inflazione, per quanto molto bassa, circa l’1,6%, è superiore ai rendimenti di quasi tutti gli impieghi monetari, che non riescono di conseguenza a garantire il valore del capitale», ricorda Ceccatelli. Un argomento che sembra in contraddizione con la considerazione secondo cui le disponibilità a vista convengono in caso di deflazione. Il fatto è che, per il momento, la corsa dei prezzi è sempre positiva, e di conseguenza, l’inflazione tende a erodere il valore del capitale.

C’è poi l’argomento del mancato guadagno rispetto ad investimenti alternativi. «Per ovviare a questo inconveniente siamo persuasi che una delle migliori strategie consista nel polarizzare le scelte di portafoglio tra investimenti a rischio (e rendimento) più elevato, come le azioni, e asset di massima sicurezza, anche a scapito del rendimento, come gli investimenti in liquidità», conclude Marcialis.

In ogni caso, anche adottando una strategia di questo tipo, il ruolo del cash nella gestione dei portafogli non è mai di secondo piano.

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