Case, italiani le comprano ma non in Italia, all’estero

27 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) Circa 110mila cittadini italiani hanno dichiarato immobili all’estero per un valore di circa 21 miliardi di euro.

Il dato emerge dalle statistiche elaborate dal dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni Irpef del 2012, che hanno visto l’introduzione di una nuova imposta sugli immobili all’estero, la Ivie.

Sono invece 71mila quelli che hanno dichiarato attività finanziarie fuori dai confini nazionali, per un ammontare di 18,5 miliardi, anche questi tassati con una nuova specifica imposta.

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Gli italiani sognano ancora di comprare casa all’estero: secondo i dati di Immobiliare.it nel corso del primo semestre 2012 le ricerche di immobili situati in altri Stati sono cresciute del 9% rispetto allo stesso periodo del 2010.

Un numero significativo, questo, soprattutto in rapporto al periodo di crisi che ha seriamente frenato il mercato immobiliare in Italia.

Le ragioni della ricerca all’estero sono essenzialmente tre: in primo luogo, la volontà di mettere a reddito gli appartamenti, affittandoli o puntando a rivenderli dopo una loro rivalutazione (57% dei casi); in secondo luogo, per motivi personali (nel 22% dei casi è un interesse dettato al trasferimento in un’altra nazione); infine, per acquistare una casa per le vacanze (21% dei casi).

Pur considerando le diverse ragioni che spingono a puntare ad un immobile all’estero – ha dichiarato Carlo Giordano, amministratore delegato di Gruppo Immobiliare.it – ad accomunare le ricerche che abbiamo monitorato ci sono alcuni fattori, primo tra tutti un miglior rapporto tra qualità e prezzo dell’acquisto”.

Escludendo gli acquisti fatti per trasloco, notiamo come le destinazioni più in voga rispondano a degli schemi precisi: si punta a mercati emergenti (Brasile o Tailandia, o città come Praga o Budapest) oppure a mercati con economie robuste e valori di mercato indiscutibili (Berlino, Londra, Costa Azzurra). Raccolgono interesse anche quelle destinazioni percepite come “scommesse immobiliari”, si pensi a Dubai o Miami, o ancora Paesi dove, a causa di un mercato immobiliare in difficoltà (come la Grecia) non mancano svendite e opportunità d’affari davvero interessanti.

Fattori secondari, ma non marginali, sono legati all’accessibilità della proprietà (ad esempio, la presenza o meno di voli low cost che permettono di aumentare i viaggi per visionare l’immobile) e alle tasse applicate dai singoli Paesi.

Guardando le ricerche compiute dall’Italia verso l’estero nel periodo gennaio-giugno 2012 le aree che hanno raccolto maggiore interesse sono la Costa Azzurra (12%), gli Stati Uniti (9%), le zone turistico-balneari della Spagna (7%) e città come Berlino e Londra (entrambe con il 6% del totale). Rispetto a quelle condotte nel primo semestre del 2010, tuttavia, e’ il Brasile l’area che cresce di più nell’interesse degli Italiani: +22% in due anni.