Case: compravendite accelerano, mai così bene dal 2008

23 Dicembre 2021, di Mariangela Tessa

Dopo un 2020 debole, il mercato delle case rialza la testa. Numeri alla mani: nei primi nove mesi dell’anno sono state quasi 540mila le compravendite, 162mila in più di quelle dello stesso periodo nel 2020 (+43%) ed oltre 100mila in più di quelle dei primi tre trimestri del 2019 (+23%).

Sono i dati di Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio, che per fine anno si attende un numero di scambi superiore oltre 700mila compravendite. Numeri da vero e proprio boom, come non accadeva dal 2008.

La maggioranza degli agenti immobiliari sia aspetta allo stesso tempo una diminuzione dell’offerta di abitazioni in vendita: tanta domanda e una tendenziale diminuzione dell’offerta provoca un aumento dei prezzi delle case, che sono cresciuti in media del 5,3% dal 2019. Un segnale di svolta, dopo che negli ultimi dieci anni il trend è stato al ribasso. Che dovrebbe proseguire nei primi sei mesi del 2022, quando ci si aspetta un ulteriore rialzo dei valori immobiliari pari al 2,2%.

Case: pro e contro l’acquisto

Secondo gli agenti interpellati la propensione ad acquistare abitazioni nell’attuale fase di mercato è dovuta ai tassi di interesse sui mutui particolarmente favorevoli, anche alle esenzioni delle imposte e possibilità di erogazione di un mutuo fino al 100% per i giovani sotto i 36 anni: la misura sembra essere particolarmente apprezzata nelle Regioni del Centro (29,1%) ma risulta meno incisiva, a giudizio degli agenti, nel Sud (dove è stata scelta da poco oltre il 15% dei rispondenti).

Ma non è tutto oro quel che luccica. Diversi i punti di debolezza del mercato a giudizio degli operatori interpellati. A partire dalla certificazione urbanistica-catastale che rallenta il processo di vendita a causa dei lunghi tempi di attesa per reperire i documenti urbanistici; la preoccupazione per l‘aumento della tassazione immobiliare con l’annunciata riforma degli estimi ma anche la presenza del Sars-Cov 2 che rallenta o fa procrastinare il processo di vendita. C’è poi una difficoltà di accesso al credito. In questo giudizio generico sono espresse difficoltà riguardanti le basse disponibilità economiche degli acquirenti, i lunghi tempi di attesa per le delibere dei mutui, l’incertezza nel mondo del lavoro.