Carige, Di Maio accusa la politica e fa nomi “colpevoli”

1 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

Una gestione scellerata non solo per l’incompetenza dei manager ma anche per le commistioni della politica che hanno causato la crisi. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio alla Camera parlando della crisi che colpito Banca Carige.

Il leader del MoVimento 5 Stelle ha inoltre annunciato che nei prossimi mesi il governo si occuperà di varare una serie di norme a tutela dei risparmiatori delle banche tra cui un fondo garanzia per gli investitori che sarà coperto dai bonus dei manager.

Di Maio aveva già enunciato l’idea a inizio gennaio, parlando di un fondo alimentato trattenendo fino al 60% dei bonus dei manager per cinque anni.

Di Maio ha parlato di un “segreto di Pulcinella” con “vecchia politica” e banche che sono “andate a braccetto” e ha fatto anche i nomi dei politici, a suo dire, coinvolti: Alessandro Scajola, fratello dell’ex ministro, Luca Bonsignore, figlio di un ex eurodeputato, Giovanni Marongiù, sottosegretario di Prodi, e Alberto Repetto, parlamentare dell’Ulivo.

Su Banca Carige si sono fatte tante parole, troppe come al solito. Domani mattina io inizio con qualche fatto. Per esempio cominciamo col capire perché quella banca si è trovata sull’orlo del default, ma soprattutto a causa di chi”.

Così il ministro dello Sviluppo Economico e del lavoro su Facebook.

Spezzare legame deleterio tra partiti e banche

“Se useremo soldi pubblici per salvare Banca Carige la banca sarà dei cittadini (..) Carige è una piccola Mps è l’ennesimo caso di gestione scellerata non solo per incompetenza dei manager ma anche per la commistione con la politica (…) Sono stato chiamato in Aula a rendere conto al Parlamento e ovviamente a tutti voi su quanto accaduto. Abbiamo i primi dati per capire cause e colpevoli. Ci vediamo domani!”

Di Maio ha precisato tuttavia che “ancora non sappiamo se intervenire con soldi pubblici”, ma ha ribadito che un eventuale intervento dello Stato sarà finalizzato a “salvare e tutelare i risparmi dei cittadini e i posti di lavoro”.

Il vice premier poi annuncia nuove norme per il settore bancario per “spezzare il legame deleterio tra partiti e politica” e per “evitare nuovi casi di dissesto”, norme che arriveranno nei prossimi mesi, dunque non saranno inserite nel dl Carige. In sostanza si tratterebbe dell’introduzione del Glass-Steagall Act, la riforma bancaria americana degli Anni 30 arrivata dopo la grande depressione.

Con essa vennero separate le attività di banca d’investimento da quelle di banca d’affari. In Italia la situazione però non è analoga a quella degli Stati Uniti. In quanto le banche finite nei guai non sono società che hanno speculato in Borsa con i soldi dei depositanti. MPS, le due venete e le quattro banche regionali su cui è stato per la prima volta sperimentato il bail-in sono banche commerciali.