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Mentre si avvicina il suo ritiro dalla carica di CEO della Berkshire Hathaway entro la fine dell’anno, Warren Buffett imprime una svolta al piano di trasferimento del proprio patrimonio, stimato in circa 149 miliardi di dollari, a favore delle fondazioni guidate dai tre figli. Nella tradizionale lettera per il Ringraziamento, il fondatore di Berkshire Hathaway – 95 anni, l’“Oracolo di Omaha” – annuncia di voler accelerare la cessione delle sue azioni alla filantropia familiare.
Donazione record: 2,7 milioni di azioni di Classe B
Berkshire Hathaway ha reso noto che Buffett ha convertito 1.800 azioni di Classe A – che valgono circa 751.000 dollari ciascuna – in 2,7 milioni di azioni di Classe B, destinate alle fondazioni di Susie, Howard e Peter Buffett. L’operazione, dal valore superiore a 1,3 miliardi di dollari, non implica alcun ripensamento sulle prospettive del conglomerato:
“L’accelerazione dei miei lasciti non riflette un cambiamento nella fiducia verso Berkshire”, scrive Buffett.
Il magnate chiarisce che i tre figli controlleranno la distribuzione del patrimonio fino a quando resteranno amministratori fiduciari del trust principale, che conterrà la ricchezza residua dopo la sua morte. Sono già individuati successori, nell’eventualità in cui non possano più svolgere questo ruolo.
Fiducia al successore: “Greg Abel ha il mio pieno appoggio”
Il trasferimento del patrimonio procede di pari passo con il cambio di governance. Dal 1° gennaio 2026, Greg Abel – oggi vicepresidente e responsabile delle attività non assicurative – assumerà la carica di ceo, mentre Buffett ne resterà presidente.
Buffett si dice pronto a mantenere ancora una quota significativa delle azioni di Classe A, il simbolo della sua presenza storica nella società, “finché gli azionisti non avranno acquisito la stessa fiducia in Abel che hanno avuto in me e in Charlie Munger”.
La stima verso il successore è totale:
“Non riesco a pensare a nessuno che sceglierei al posto di Greg per gestire i vostri risparmi e i miei”.
Per la prima volta con toni marcatamente personali, Buffett parla anche del proprio stato di salute: «Con mia sorpresa, mi sento generalmente bene. Mi muovo lentamente e leggo con difficoltà, ma sono in ufficio cinque giorni a settimana».
Una dichiarazione che suona come un congedo ordinato, più che come un addio.
Il peso di Berkshire e il futuro
Buffett detiene ancora circa il 14% del capitale, pur avendo già donato oltre metà delle sue azioni dal 2006, compresi i più di 47 miliardi di dollari alla Bill & Melinda Gates Foundation.
Nella lettera, sottolinea come le oltre 200 controllate del gruppo – dall’assicurativo Geico alla ferrovia BNSF, dall’energia ai marchi di consumo – possiedano «prospettive moderatamente superiori alla media». Ma riconosce che le dimensioni di Berkshire – 1.080 miliardi di capitalizzazione – limiteranno la capacità di generare extra-rendimenti come in passato: «Le buone idee sono poche, ma non nulle».
Al 30 settembre il conglomerato dispone di 381,7 miliardi di dollari di liquidità e di 283,2 miliardi di investimenti azionari, tra cui Apple e American Express.