Bruxelles: incredibile gaffe, rilasciato presunto terrorista “con cappello”

29 Marzo 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Continuano le indagini degli inquirenti in merito ai tragici attentati di Bruxelles. Le autorità starebbero ancora dando la caccia al terzo sospetto terrorista, il cosiddetto “uomo con il cappello” che compare nelle foto degli attentatori dell’aeroporto.

Il reporter freelance Fysal Cheffou, fermato giovedì scorso insieme ad altri due sospetti, con un passato da ricettatore e anche assassino, non sarebbe il terzo sospettato terrorista. Per ora gli indizi che hanno portato al suo arresto” – come scrive la procura in una nota – “ non sono stati confermati dall’evoluzione delle indagini in corso”.

Era stata la a polizia a postare on line il video lungo 32 secondi dell’uomo “con il cappello”, sospettato di essere il terzo terrorista, che cammina a fianco dei due altri sospetti kamikaze, spingendo il carrello dei bagagli, ripreso da una telecamera a circuito chiuso dell’aeroporto di Zaventem pochi attimi prima delle esplosioni. Dopo l’arresto, arriva la doccia fredda: gli indizi contro il giornalista freelance per il momento non ci sono. Ma non è del tutto convinto di ciò il quotidiano belga Le Soir che conferma, secondo le informazioni in suo possesso, che l’uomo con il cappello sarebbe Cheffou.

Intanto si scopre che Khalid El Bakraoui, l‘attentatore suicida che si è fatto esplodere all’interno della stazione della metropolitana di Maelbeek di Bruxelles è transitato nell’estate del 2015 in Italia, diretto in Grecia, usando un’identità falsa, e in particolare quella dell’ex calciatore dell’Inter Ibrahim Maaroufi, calciatore marocchino naturalizzato belga. Usando il nome del calciatore, il kamikaze ha affittato per la durata di un anno un appartamento in Rue de Fort a Charleroi, arrivando anche in Italia.

Intanto le autorità greche puntano il dito contro Bruxelles, affermando che autorità elleniche avevano già trasmesso a quelle belghe i risultati di alcune perquisizioni avvenute a gennaio 2015  nell’appartamento d Atene di Abbaoud considerato la mente degli attentati di Parigi del 13 novembre e di Bruxelles del 22 marzo, durante le quali furono ritrovate mappe e disegni dell’aeroporto di Zaventem. Secondo Ert, la collaborazione tra autorità greche e belghe è saltata e i belgi hanno chiesto ai greci di procedere da soli.