Brexit, Ue: nessun accordo libero scambio con Londra

29 Marzo 2017, di Daniele Chicca

Nelle trattative tra Regno Unito ed Europa, quest’ultima manterrà una linea dura. Le autorità di Bruxelles, infatti, non concederanno a Londra la possibilità di stringere un accordo di libero scambio tra le due potenze europee in seguito alla formalizzazione della fine dei rapporti tra i due blocchi. Lo rivelano parti della bozza di una risoluzione del parlamento Ue di cui Il Guardian è entrato in possesso, da cui si evince che la prima mossa del capo Ue dei negoziati sulla Brexit, Michel Barnier, è quella di mettere in difficoltà Londra fin da subito.

“Le rilevazioni pubblicate sulla risoluzione del parlamento europeo mostrano l’imposizione di un limite di tre anni alla durata dell’accordo di transizione e dicono che non ci sarà nessuna intesa sul libero scambio nei prossimi due anni”. Due anni è la durata prevista delle trattative tra Unione Europea e Regno Unito sui legami post Brexit.

Un accordo di transizione per favorire il percorso di uscita dall’Ue di Londra (la cosiddetta Brexit decisa dal popolo britannico con il referendum dello scorso 23 giugno) non dovrebbe durare più di tre anni, secondo quanto verrà stabilito dal Parlamento Europeo in quella che è la prima risposta ufficiale delle istituzioni europee al ricorso all’articolo 50 da parte della premier britannica Theresa May. Sui mercati valutari la sterlina arretra in area 1,2420-1,2425 dollari.

Theresa May, premier inglese, ha messo la firma sull'articolo 50: la Brexit è ufficiale

Cosa succede ora che è scattato articolo 50

Dopo che May ha fatto ricorso all’articolo 50 sancendo l’uscita ufficiale di Londra dall’Unione Europea, Donald Tusk, presidente del Consiglio Ue, riceverà una lettera in cui si notifica l’intenzione del Regno Unito di abbandonare l’area. La missiva sarà consegnata in persona da Tim Barrow, l’ambasciatore inglese in Ue, alle 13.30 ora di Bruxelles.

Cosa si ottiene con l’articolo 50

L’articolo 50 offre semplicemente un percorso da seguire per l’iter di addio all’Ue da parte di uno dei suoi Stati membri. Una volta entrato in vigore l’accordo di uscita – conseguenza della firma in UK del testo Great Repeal Bill che stabilirà la fine della supremazia delle leggi Ue nel paese – i trattati europei non saranno più applicabili a Londra. Dopo di che, tutti i nuovi termini permanenti che governano i rapporti tra le due potenze dovranno essere rinegoziati da capo. Ci sono due anni di tempo.

Cosa succede se non si trova un accordo in due anni?

L’accordo di scambio commerciale è il fulcro di questi accordi: Ue e UK hanno due anni per trovare un punto d’incontro. Se l’intesa salta o se i due blocchi non riescono a scendere a patti prima che Londra esca definitivamente dall’Ue, i termini commerciali che regolano le attività di scambio di beni e servizi tra le aree saranno per default stabiliti dagli standard dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc), che sono meno vantaggiosi per entrambi.

Quando iniziano i colloqui ufficiali post Brexit

Alcuni ritengono che le trattative prenderanno il via il 29 aprile, al prossimo summit di Bruxelles che vedrà la partecipazione dei 27 paesi membri rimanenti dell’Unione Europe.