Brexit, recessione e tassi a zero. Le prospettive in caso di no-deal

27 Settembre 2019, di Mariangela Tessa

Una Brexit senza accordo provocherebbe un vero e proprio terremoto nell’economia britannica. Secondo Bloomberg Economic, nel caso in cui, il prossimo 31 ottobre, giorno ufficiale fissato per il divorzio tra Londra e Bruxelles, il Regno Unito lasciasse il blocco europeo senza un accordo, ovvero in caso di no-deal, l’economia d’oltremanica finirebbe in recessione. Ma non solo. Nel contempo, si verificherebbe un aumento dell’inflazione sopra il target della Bank of England con conseguente taglio dei tassi di interesse fino a zero.

Nel dettaglio, le attese sono per un calo del Pil nel 2020 dello 0,2% dopo il +1,2% di quest’anno a fronte di un aumento dell’inflazione al 2,8%. Una prospettiva del genere spingerebbe la BoE a tagliare i tassi di 50 punti base allo 0,25% già a gennaio. Una successiva sforbiciata dello 0,25% con i tassi che arriverebbero a zero è infine messa in conto nel secondo trimestre.

Ma un taglio dei tassi potrebbe rivelarsi necessario anche nel caso in cui il Regno Unito dovesse lasciare l’Ue con un accordo. Lo ha detto oggi Michael Saunders,  membro esterno del Comitato di politica monetaria della Banca d’Inghilterra.  La sua tesi, che ha spinto in basso la sterlina fino a $ 1,2295, è che le incertezze sulla Brexit continueranno probabilmente a deprimere la crescita anche se l’allontanamento dall’Unione europea sarà ritardata o eventualmente annullata.

Saunders ha sottolineato che l’incertezza non dovrebbe essere una “ricetta per l’inerzia politica” e che i funzionari dovrebbero essere agili nella loro risposta alla Brexit. “Anche se il Regno Unito evitasse una Brexit senza accordi, penso che sia abbastanza plausibile che la prossima mossa sia un taglio anziché un rialzo”.