Brexit: i significati di un voto epocale

24 Giugno 2016, di Alberto Battaglia

“Dire che è un terremoto politico è riduttivo”, questo il giudizio a caldo sull’esito storico del referendum che, col 52% dei voti, consegna al Regno Unito la piena indipendenza dall’Unione Europea cancellando in una notte il percorso maturato in decenni. Il valore politico di questa decisione mostra immediatamente, nelle parole di un vincente Nigel Farage, le proprie implicazioni di politica interna: Ukip chiede le dimissioni del premier David Cameron e la formazione di un governo che guidi il Paese nella fase dei negoziati che metteranno a punto le condizioni dell’uscita dall’Ue.

Ma i significati più importanti di questo voto sono quelli internazionali. E’ stato il voto della gente umile contro i grandi poteri, afferma Farage; di certo è stata la mossa di un popolo spaventato dalla globalizzazione, il voto di quella parte d’Inghilterra lontana dalle grandi città e che fatica a godere della propria fetta dei benefici dell’integrazione internazionale. E’, nondimeno, una mossa che indebolisce l’Unione Europea in un momento in cui già si trova schiacciata su molteplici fronti, quello della crescita insufficiente e del rischio deflazione e quello della crisi dei migranti.

L’addio del Regno Unito, inoltre, colpirà negativamente l’economia e l’influenza internazionale del Paese; di questo, si è ampiamente parlato nei mesi precedenti al referendum. Nel giro di due anni Londra si troverà sui mercati internazionali con i rapporti commerciali previsti da Wto, innalzando in questo modo le barriere tariffarie (dazi) sui prodotti esteri, fatto che accadrà specularmente anche in altre aree economiche verso le quali, prima, vigevano trattati commerciali europei.

Non è tanto la razionalità dei calcoli fra costi e benefici ad aver guidato il voto dei britannici, però, “è una rivolta contro la globalizzazione e della peculiare antipatia dei britannici contro gli eurocrati di Bruxelles”, scrive il Ft. Brexit è un punto di svolta che apre una serie di scenari foschi per il futuro dell’Unione Europea. Probabilmente è solo l’inizio.