Brexit, fuga dei big da Londra. Anche Airbus si sfila: “decisione dolorosa”

24 Gennaio 2019, di Mariangela Tessa

Continua la fuga dei grandi colossi industriali dal Regno Unito. Lo spettro di una Brexit senza accordo fa sempre più paura. Così, dopo colossi del calibro di Sony e Panasonic, oggi è toccato ad Airbus annunciare una possibile partenza.

Lo ha fatto attraverso le dichiarazioni dell’amministratore delegato, Tom Enders, che ha detto che il gruppo aerospaziale dovrà prendere decisioni “molto dolorose” per il Regno Unito in caso di Brexit senza un accordo.

“E’ un peccato che, più di due anni dopo il referendum del 2016, le aziende non possano ancora pianificare il futuro” ha dichiarato Enders in un video-messaggio pubblicato sul sito del gruppo. Airbus impiega oltre 14.000 persone nel Regno Unito dove produce le ali dei suoi aerei. “Se ci sarà un Brexit senza accordo, in Airbus dovremo prendere decisioni potenzialmente molto dolorose per il Regno Unito” ha precisato Enders nel suo messaggio.

Analoga decisione è stata presa nei giorni scorsi dalla società di trasporto navale P&O che sposterà il suo quartier generale ad Amsterdam, con la sua flotta che batterà bandiera cipriota mentre il tycoon pro Brexit James Dyson, re degli elettrodomestici, ha annunciato di voler spostare la sede a Singapore.

In una situazione che appare sempre piu caotica, il Tesoro italiano corre ai ripari. Il Mef ha annunciato oggi di aver approntato una serie di misure necessarie a garantire piena continuità dei mercati e degli intermediari. In tale scenario dal 30 marzo il Regno Unito diverrà a tutti gli effetti uno Stato terzo, con conseguente discontinuità nei rapporti bilaterali con l’UE, si legge in una nota. Come si legge in una nota:

 Le misure, predisposte in stretto raccordo con le autorità di vigilanza e sentite le associazioni di categoria, saranno formalmente adottate solo nel caso in cui il recesso senza accordo venga definitivamente formalizzato. Con tutta probabilità, precisa la nota, queste misure verranno adottate con la forma di un decreto legge, qualora ne ricorrano necessita’ e urgenza. Le misure mirano ad assicurare la stabilità finanziaria, l’integrità e la continuità operativa di mercati e intermediari nonché la tutela degli investitori e della clientela, tramite l’introduzione di un congruo periodo transitorio nel quale i soggetti potranno continuare ad operare; analogamente al periodo transitorio che sarebbe previsto in caso di accordo tra il Regno Unito e la Ue.