Brexit e Covid lasciano Londra senza personale per pub e ristoranti

15 Giugno 2021, di Alessandra Caparello

Pub e ristoranti a Londra e dintorni senza personale nel dopo Brexit e Covid. Così emerge da un’indagine di mercato condotta dall’organizzazione Springboard e ripresa dal sito Londra-Italia tra le organizzazioni leader della ristorazione britannica, che contano oltre 104 mila operatori nel settore.

Ebbene un locale su tre non ha personale a sufficienza  e all’appello di ristoratori e gestori di pub a Londra, tra marzo 2020 e marzo 2021 sono venute a mancare 355mila unità. A pesare il lockdown e le  nuove regole della Brexit che limitano o rendono più difficile assumere personale straniero.

Brexit: l’iniziativa del sindaco di Londra

A tal proposito, il sindaco di Londra, Sadiq Khan ha annunciato una serie di misure a favore della ristorazione:

“Con il doppio colpo di Covid-19 e Brexit, la ristorazione londinese vive una carenza di personale che mette a rischio la ripresa della nostra città. Oltre al programma Skills Academies, che é diretto a formare i londinesi, sto esortando il governo a rivedere le regole migratorie”.

In particolare potrebbe essere d’aiuto un visto speciale il coronavirus recovery Visa, che consentirebbe di far rientrare gli stranieri per lavorare in Gran Bretagna ma si attende la decisione anche del governo.

Restrizioni prolungate in UK di quattro settimane: spaventa la variante Delta

Intanto  il premier inglese Boris Johnson ha ufficializzato che le riaperture totali delle attività economiche in Uk, previste per il 21 giugno slitteranno al 19 luglio a causa del diffondersi della variante Delta del coronavirus. “Serve più tempo”, ha spiegato il premier britannico, perché il “Covid non si può semplicemente eliminare, bisogna conviverci”, aggiungendo poi che il governo è preoccupato per la diffusione della variante, con i casi che crescono di circa il 64% a settimana.

Il governo ha dovuto affrontare una scelta difficile. Andare avanti con la fase quattro di riaperture il 21 giugno, con la possibilità molto concreta che il virus superi i vaccini causando migliaia di morti che altrimenti si sarebbero potute evitare ovvero dare al Nhs (il sistema sanitario britannico, ndr) qualche settimana in più per somministrare i vaccini a chi ne ha bisogno”.