Brexit: carenza di cibo e medicine, cosa rischia Londra in caso di no-deal

19 Agosto 2019, di Mariangela Tessa

Gravi carenze di cibo, medicine, carburante. Confine rigido con l’Irlanda, caos nei porti, difficoltà per i viaggiatori britannici negli aeroporti, aumento della tensione sociale. E’ un futuro apocalittico quello che aspetta la Gran Bretagna nel caso di una Brexit senza accordo, il cosiddetto no-deal, stando a un documento segreto del governo pubblicato dal Sunday Times. Un dossier “ufficiale e sensibile” diffuso nel giorno in cui il governo, con un gesto atteso ma con un forte valore politico, ha firmato la misura per annullare l’atto del 1972 che sanciva l’adozione delle leggi europee da parte del Regno Unito.

Nel documento si parla, ad esempio, del rischio che l’85% dei camion che attraversano la Manica non siano pronti per la dogana francese in caso di mancato accordo e potrebbero generare caotiche file di attesa di giorni, mandando i porti in tilt per almeno tre mesi.

Dopo poco si farebbe sentire la penuria di molte merci primarie. Secondo Whitehall, la fornitura di medicinali e cibo potrebbe “essere suscettibile di gravi e lunghi ritardi”, con un aumento dei prezzi e ricadute sui redditi delle persone più povere. Il documento mette in evidenza inoltre il pericolo che le imposte sulle importazioni di benzina portino alla chiusura di due raffineria con la conseguente perdita di “2.000 posti di lavoro”.

Secondo il giornale inglese il rapporto rappresenta “la valutazione più completa sulla preparazione del Paese al no-deal”.  Chiamato in codice ‘Operation Yellowhammer’ (il nome in inglese di un uccellino, lo zigolo giallo), il piano era in realtà già trapelato a settembre dell’anno scorso ma solo in forma di foto rubata a qualcuno che usciva dagli uffici del governo a Whitehall tenendolo sotto il braccio.

Il primo commento sulle rivelazioni del Sunday Times è arrivato dal ministro dell’Energia, Kwasi Kwarteng, che ha cercato di ridimensionare la situazione. “Penso ci sia molto allarmismo e che molte persone stiano giocando al ‘Progetto Paura’”, ha dichiarato a Sky News, assicurando che il Paese “sarà pienamente preparato a uscire senza accordo il 31 ottobre”.