Bper promuove la parità di genere

22 Agosto 2019, di Redazione Wall Street Italia

Prosegue il programma di BPER – una realtà forte di cinque banche del gruppo BPER Banca – per la valorizzazione del talento femminile e delle pari opportunità in azienda.

Per BPER la parità di genere è talmente rilevante da diventare un obiettivo chiaro e specifico. L’adesione della banca alla Carta “Donne in banca”, strumento promosso e messo a disposizione delle aziende dall’Abi (Associazione Bancaria Italiana), si inserisce in un percorso avviato già da tempo all’interno del Gruppo che prevede varie iniziative a favore della diversità di genere.  Il ruolo delle donne nel mondo bancario, dove rappresentano ormai quasi la metà dei dipendenti del settore (45,9%), è in costante sviluppo. In sostanza, quasi un bancario su due è donna, ma come avviene per altri settori, la vera parità è lontana nonostante sempre più studi ed evidenze confermano che team di lavoro inclusivi e una maggiore presenza femminile in posizioni di responsabilità, contribuiscono all’affermazione di un nuovo modello di business che porta a un miglioramento delle performance dell’azienda.

A PARI MERITO”, il programma per la valorizzazione del talento femminile in banca, è molto di più di una campagna per le pari opportunità;  è un modo per garantire alle donne l’accesso alle posizioni più alte, per creare condizioni di gestione efficiente dei talenti nonché un ambiente di lavoro inclusivo e aperto ai valori della diversità.

“Con questo progetto – sottolinea Giuseppe Corni, Responsabile della Direzione Risorse Umane di Bper Banca – ci siamo impegnati sia verso i nostri dipendenti, perché siano appagati e orgogliosi di lavorare in un ambiente che valorizza a pieno i loro talenti, sia verso i clienti, che hanno diritto al migliore servizio e alla migliore relazione possibili. Il nostro impegno perché più donne possano avere la possibilità di accedere alle posizioni più alte è concreto e stiamo lavorando su più fronti attraverso specifici programmi di sviluppo manageriale e di conciliazione vita–lavoro”.