BORSE: EUROPA IN CALO
TORNANO TIMORI GUERRA

27 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Effetto guerra sui mercati europei. Dopo i rally della scorsa settimana e le prese di beneficio, i rimbalzi e le incertezze di quella in corso, le borse del Vecchio Continente iniziano a soppesare il rischio di un conflitto prolungato in Iraq e riscoprono i cali già visti prima dell’inizio delle operazioni belliche.

Sin dal mattino si è palesato il malumore dei mercati, e soprattutto il timore che una lunga guerra tra Tigri e Eufrate finisca per affaticare ulteriormente un’economia globale che già oggi tira il fiato e annaspa. Nella notte il presidente Usa George W. Bush aveva già raffreddato i facili entusiasmi sulla durata del conflitto.

A fine mattinata le previsioni del Fondo Monetario Internazionale hanno appesantito ulteriormente i listini, sottolineando che un conflitto prolungato, nuovi episodi terroristici e un’ulteriore indebolimento del dollaro potrebbero seriamente compromettere la ripresa economica. A quel punto i mercati finanziari hanno accentuato i cali, mentre ritrovavano spinta le quotazioni sia dell’oro, che del petrolio e dei titoli di stato. L’indice paneuropeo Dj Stoxx 50 ha ceduto così il 2,21%.

La City londinese si è portata in calo dell’1,69%, mentre Parigi ha segnato una flessione del 2,32%. Meglio solo Francoforte, che dopo la chiusura degli altri listini europei recupera terreno per segnare un calo dello 0,19% a poco più di un’ora dal finale, grazie alla riduzione delle perdite vista anche sugli indici di Wall Street. In ribasso dell’1,96% Madrid, mentre Milano ha perso l’1,62%. Cede l’1,95% Amsterdam, mentre si flettono rispettivamente dell’1,63% e dell’1,24% Stoccolma e Zurigo.

Oltre ai petroliferi e agli automobilistici, con la tedesca Volkswagen in calo del 2,7% dopo aver parlato di un rinvio dell’acquisto di auto da parte dei consumatori a causa della guerra, sono stati ancora una volta i titoli del trasporto aereo tra i più penalizzati. Ha segnato una frenata del 5,1%, infatti, Air France, che alla vigilia aveva parlato di obiettivi di bilancio a rischio per il 2003, annunciando di voler ridurre la capacità dei propri voli e rinviare l’acquisto di nuovi veivoli. Ha perso più del 3% anche la tedesca Lufthansa, mentre tra i costruttori di aerei ha segnato una frenata del 5,5% Eads, l’azionista di Airbus.

Nel settore petrolifero, uno dei titoli più pesanti è stato Repsol-YPS (-4,2%) dopo un collocamento corrispondente al 3% della sua capitalizzazione realizzato da Endesa (-1,9%). Seduta incolore per il gruppo del lusso Gucci, in calo dello 0,1% ad Amsterdam, dopo l’annuncio di un calo degli utili più contenuto di quanto si temesse (-27%), che si è però scontrato con il pessimismo espresso dall’amministratore delegato sulle vendite primaverili. In rialzo del 4,2% la spagnola Metrovacesa dopo che il consorzio formato da Caltagirone e Marchini ha aumentato dell’8% il prezzo dell’Opa sulla società.

Giornata di passione, invece, per i due colossi riassicurativi del Vecchio Continente, Swiss Re e Munich Re, dopo i dati relativi all’esercizio 2002. Munich Re ha ceduto più del 12% dopo risultati sensibilmente peggiori del previsto innescati da svalutazioni per 5,7 miliardi di euro, cui ha fatto seguito anche un declassamento dei titoli da parte di Standard & Poor’s. Swiss Re, invece, ha messo a segno un balzo del 6,3% grazie a utili migliori del previsto e alle attese di un ritorno all’utile per quest’anno. Sempre nel comparto assicurativo, Aegon ha segnato un calo del 4,5%, mentre nel fronte bancario Abn Amro è scesa del 2,2% dopo che Jp Morgan ha ridotto le attese sugli utili dell’istituto di credito. Bene anche Hvb, in rialzo del 5%, sulla notizia di voler quotare una quota del 25% di Bank of Austria e di uno spin off. Pesanti i titoli assicurativi anche a Piazza Affari, con Generali in calo del 2,76% dopo la decisione della vigilia di Moody’s di mettere il titolo sotto osservazione. Giù dell’1,91% Ras.

Tra i bancari, in ribasso del 2,71% Intesa, mentre Capitalia si è portata in calo del 2,73%. Male anche Mediobanca (-2,66%), San Paolo Imi (-2,93%), Unicredit (-1,40%) e ancora una volta Montepaschi (-3,89%). Pesante Fiat dopo che da Cda è emersa la decisione di non distribuire alcun dividendo. Il titolo ha ceduto l’1,77%. Tonfo di Ifi privilegio (-4,04%), Ifil ordinarie (-3,03%) e Ifil risparmio (-1,44%). Bene, nel comparto energetico, Enel (+0,88%), sui risultati e la presentazione del piano strategico 2003-2007. Deboli Eni (-1,75%), Snam Rete Gas (-0,53%) e Saipem (-1,43%). In calo dell’1,91% Telecom Italia, mentre Tim ha lasciato sul terreno il 2,75%. Deboli gli editoriali con L’Espresso in calo del 2,25%, Seat dell’1,38%, Hdp dello 0,36%, Mediaset dello 0,88%. Tonfo di Stm (-3,92%) e Finmeccanica (-4,21%).

Nella tabella la chiusura degli indici guida delle principali piazze finanziarie europee: – Londra +0,83% – Parigi -0,29% – Francoforte (in corso) -0,08% – Milano +0,07% – Madrid +0,31% – Amsterdam -0,40% – Stoccolma -0,51% – Zurigo -0,39%.