Borsa Milano, tornano i ribassi. Travolte Popolari

27 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) -Inizio di settimana ancora difficile a Piazza Affari, penalizzata, oltre che dalle prospettive per l’economia dei paesi emergenti e della Cina, anche dai timori di una serie di aumenti di capitale tra gli istituti italiani. In una seduta molto volatile le piazze europee hanno perso quasi l’1% di media (indice STXE 600). Il VStoxx Index – che misura le aspettative di volatilità a un mese per l’indice Euro Stoxx Index – è balzato +33% la scorsa settimana, al tasso più elevato da marzo.

A Milano il Ftse-Mib scende nel finale dello 0,44% a 19.273 punti, vanificando il recupero avvenuto nel primo pomeriggio in concomitanza con la notizia della decisione della Consob di vietare le vendite allo scoperto sul titolo Banco Popolare (-15%).

Il divieto, informa la Commissione in una nota, è stato adottato in applicazione dell’articolo 23 del Regolamento comunitario in materia di “Short Selling”, tenuto conto della variazione di prezzo registrata dal titolo nella giornata del 27 gennaio 2014 (superiore alla soglia del 10%).

Il provvedimento è in vigore nella seduta borsistica di oggi e di domani (fino alle ore 24), sul mercato Mta di Borsa Italiana. Il divieto riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilità dei titoli. Con ciò viene estesa e rafforzata la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, già in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre scorso in virtù del Regolamento Comunitario.

Sul listino milanese, Popolare Milano (-5,61%) paga l’uscita di Andrea Bonomi dal capitale, annunciata venerdì in serata. Equita nel report quitidiano sottolinea che “l’uscita di Investindustrial è una notizia negativa secondo noi, in quanto si riduce la pressione per apportare modifiche price sensitive alla governance, anche se elimina un potenziale overhang. Non escludiamo che alla mossa di InvestIndustrial possa seguire anche quella di Mincione, che attualmente controlla ancora il 7% del capitale”.

Particolarmente colpite dalle vendite anche Bper (-7,89%) e Credito valtellinese (-9,47%). Intermonte ritiene probabile che i due istituti lancino una ricapitalizzazione sulla scia di Banco Popolare. In un’intervista a Reuters, l’Ad Luigi Adorici, ha detto che Pop Emilia ha un livello di patrimonializzazione adeguato senza la necessità di ricorrere a un aumento di capitale.

In calo del 2,5% Carige che, secondo indiscrezioni stampa, potrebbe accelerare l’iter dell’aumento di capitale fino a 800 milioni già deliberato. Telecom Italia in spolvero (+2,52%), in controtendenza rispetto al settore a livello europeo dopo che l’Ad ha escluso ancora l’ipotesi di aumento di capitale. Luxottica positiva sulla scia della promozione di BofA Merrill Lynch a ‘buy’ da ‘neutral’. Bene gli industriali, come Fiat (+1,97%), Eni (+0,41%) e Saipem (+0,78%).

La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in forte ribasso, con il Nikkei dei 225 titoli guida in calo -2,51%, scendendo a quota 15.005,73 punti.

Indice di riferimento dell’azionario asiatico MSCI Asia Pacific Index segna il trend peggiore in sette mesi, cedendo -2,1% ed estendendo quattro settimane consecutive di flessioni. Hong Kong -2%, indice australiano S&P/ASX 200 -0,42%, Shanghai -1,03%, Kospi -1,56%.

“Il sell off nei mercati emergenti ha dato il via a un’avversione al rischio su scala globale – ha commentato Tal Shapsa, economista di Barclays a New York – I deboli dati PMI in Cina e la svalutazione del pesos in Argentina sono emersi come i candidati che stanno provocando l’ampia correzione dei mercati”.

“L’ottimismo riguardo all’azionario globale si sta smorzando – ha commentato in una intervista a Bloomberg Tetsuo Seshimo, gestore di portafoglio presso Saison Asset Management, a Tokyo – I mercati stanno perdendo il momentum dopo essere saliti così tanto verso la fine del 2013”.

“Ci sono motivi reali per essere cauti, dal momento che le valutazioni sono ancora relativamente elevate – ha aggiunto Chris Weston, responsabile strategist di IG a Melbourne – Ci sono diversi problemi in Cina, con il settore manifatturiero che sta iniziando a contrarsi”.

Da segnalare che i volumi di trading sull’indice Hang Seng di Hong Kong sono superiori +66% rispetto alla media intraday degli ultimi 30 giorni, quelli del Topix di Tokyo e della borsa Singapore rispettivamente più elevati +23% e +78% della media.

Alta volatilità sugli emergenti, rialzi dell’indice di riferimento Chicago Board Options Exchange Emerging Markets ETF Volatility Index più sostenuti in due anni la scorsa settimana; indice balzato +40% a 28,26 (rialzo più forte dal settembre del 2011), stando ai dati compilati da Bloomberg, con le scommesse ribassiste che hanno superato quelle rialziste al tasso massimo dallo scorso luglio: i contratti put sono stati di fatto superiori a quelli call del 60% circa.

Sul valutario, euro -0,01% a $1,3673; dollaro/yen +0,36% a JPY 102,65; euro/franco svizzero +0,24% a CHF 1,2258. Euro/yen +0,39% a JPY 140,34.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,26% a $96,89 al barile, il prezzo dell’oro +0,27% a quota $1.267,90 l’oncia.