Borsa Milano torna positiva, Unicredit oltre +3%

22 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Piazza Affari in recupero negli ultimi minuti di contrattazione. Ftse Mib +0,32% a quota 23.315 punti. Sul valutario, euro -0,09% a $1,0724. Nei confronti dello yen la moneta unica fa +0,16% a 128,58, mentre il dollaro recupera +0,22% a JPY 119,92. Sul Ftse Mib in crescita le banche, con Mps +0,79%, Bper +0,77%, BPM +2%, BP +2,54%, Intesa +1,32%, Unicredit +3,37%.

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Tra i titoli di altri settori, Atlantia -1,22%, Buzzi -1,33%, Eni +0,41%, Enel -1,08%, Stm +3%, Snam -1,30%, Moncler +2,61%, Telecom Italia -0,55%, Terna -1,09%.

Gli investitori sono preoccupati per l’incertezza del futuro della travagliata Atene. Il governo non presenterà una lista di riforme all’Eurogruppo di venerdì a Riga in Lettonia e la Bce ha deciso di ridurre il valore delle garanzie offerte sui prestiti dalle banche elleniche.

La situazione è sempre più preoccupante, la liquidità di Atene dovrebbe bastare fino a giugno.

Da segnalare che il future sul Ftse Mib con scadenza giugno si era portato in area 22.960 punti ed aveva tentato l’assalto alla resistenza a 23.150 punti, fallendo. Finché non la supererà “la tendenza resterà neutra”, secondo Reuters.

Tra i fattori positivi si possono citare gli ultimi dati macro e l’andamento delle materie prime, dopo che l’Arabia Saudita ha dichiarato terminata la campagna militare aerea condotta in Yemen. La fine delle operazioni volte a sedare la rivolta dei ribelli sciiti Huthi ha causato un calo dei prezzi del petrolio.

Focus sulla performance dei Bund tedeschi dopo che il guru dei bond Bill Gross ha definito la speculazione al ribasso contro il titolo tedesco la “puntata di una vita”.

In ambito societario europeo hanno riportato i conti la catena di supermercati britannica Tesco e la compagnia farmaceutica svizzera Roche e alla holding finanziaria Richemont. Tesco ha registrato la perdità più pesante della sua storia, mentre Roche ha visto un aumento dei profitti del 3% nel trimestre.

Da parte sua Richemont ha annunciato che assisterà a un calo di oltre un terzo dei profitti dell’esercizio annuale, citando le perdite subite da una serie di strumenti finanziari tra cui derivati. Kering ha accusato una perdita più pesante del previsto. I due gruppi del lusso sono tra i titoli più venduti oggi.

Nella regione asiatica il Giappone sale ai massimi degli ultimi 15 anni dopo dati macro positivi. Il paese ha registrato un inaspettato surplus commerciale e il Nikkei si è issato sopra i 20 mila punti.

Gli investitori hanno accolto con favore il progetto ambizioso della Cina sul nucleare, che prevede la costruzione di un reattore a maggio e di venderne altri cinque al Pakistan, per una commessa da 15 miliardi di dollari.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio Usa (contratti Wti) +0,12% a $56,68 al barile, mentre il Brent fa +1,35% a 62,92 dollari al barile. Oro -1,16% a $1.189,10. Argento -1,49% a $15,77.

(DaC-Lna)