Borsa Milano sbanda su nuovi timori Grecia, poi chiude in progresso

11 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – La Borsa di Milano si riprende nelle ultimissime battute dopo un breve ma forte sbandamento accusato intorno alle 16.30. Il listino azionario italiano ha accusato una frenata improvvisamente dopo che il Fondo Monetario Internazionale ha lasciato le trattative tra governo greco e creditori. Il Fondo, i cui emissari se ne tornano a Washington, ha fatto sapere di avere ancora differenze di veduta sostanziali con i suoi interlocutori.

Il Ftse MIB, che ha chiuso a +0,35% a 23.172,34 punti, è scivolato anche in rosso dopo aver perso l’1% in pochi minuti. Vertiginosa e improvvisa anche al caduta di Francoforte. Il Dax ha perso più di 100 punti nello stesso arco di tempo, per poi chiuder a 11.320 punti, riuscendo a mantenersi sopra i livelli dell’apertura.

Protagonista indiscussa della sessione odierna è stata Atene, con l’indice ATG che sale fino a +8%, riportando la migliore performance da febbraio. Atene ha fatto un balzo simile, perché la notizia dell’Fmi è arrivata subito dopo la chiusura delle contrattazioni.

I titoli bancari hanno messo a segno in alcuni singoli casi un rally di anche +17%, come Eurobank Ergasias. Gli acquisti hanno interessato tutti i titoli bancari greci, con Piraeus Bank +16%, Alpha Bank +12%, National Bank of Greece, quasi +12%.

Fino alle 16.30 il mercato scommetteva su un accordo tra la Grecia e i creditori. L’incontro, avvenuto nella tarda serata di ieri, tra il premier greco Alexis Tsipras, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande ha fatto prevalere l’ottimismo. Ma non tutte le indiscrezioni sono positive e, anzi, c’è chi riporta che l’Europa avrebbe dato un serio ultimatum ad Atene: “O vi arrendete, o congeleremo le vostre banche”, avrebbero fatto capire le autorità europee.

Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni -4,62% a quota 122,45 punti base. I tassi decennali italiani arretrano al 2,15%, mentre quelli sui Bund decennali tornano sotto la soglia dell’1%, superata per la prima volta dallo scorso anno nella sessione di ieri.

Oggi i tassi sui titoli di stato australiani e giapponesi hanno testato i massimi del 2015.

Sul valutario, l’euro cede -0,94% a $1,1218 dopo la pubblicazione del dato relativo alle vendite al dettaglio Usa. Ritraccia lo yen dopo il rally di ieri alimentato dalle dichiarazioni del numero uno della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, che ha detto di ritenerlo “molto debole”. Dollaro/yen +0,66% a JPY 123,49. Euro/franco svizzero -0,32% a CHF 1,0515. Euro/sterlina -0,51% a GBP 0,7254.

Tra le altre valute, occhio al dollaro neozelandese, crollato dopo che la Banca centrale ha tagliato i tassi di interesse al 3,25%, segnalando la possibilità di procedere a un’altra manovra di politica monetaria espansiva entro la metà del 2016. Il cambio dollaro neozelandese/dollaro è scivolato -2,86% a 0,70.

Nel corso di un’intervista rilasciata a Bloomberg TV Mohamed El-Erian, responsabile consulente economico presso Allianz ha comunque messo in guardia gli investitori, affermando che “la liquidità è insufficiente, nel momento in cui i mercati vogliono riposizionarsi a livello collettivo. Ed è per questo che ci sono forti movimenti”.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio sono sotto pressione, scivolando -0,78% a $60,95 al barile. Brent -0,41% a $65,43. Oro -0,21% a $1.184,10, argento +0,13% a $15,98.

Focus sui dati della Cina, che hanno messo in evidenza un balzo delle vendite al dettaglio di maggio, su base annua, +10,1%, in lieve rialzo rispetto al +10% di aprile e in linea con le attese degli analisti di Reuters.

In crescita anche la produzione industriale cinese, avanzata su base annua a maggio +6,1%, anche in questo caso in linea con le previsioni e dopo +5,9% di aprile. Tuttavia, gli investimenti in asset fissi del periodo gennaio-maggio sono saliti +11,4%, al di sotto del rialzo +12% atteso.

La Banca centrale coreana ha tagliato i tassi di 25 punti base, sulla scia delle preoccupazione di altri casi, nel paese, della sindrome respiratoria MERS.

Bene la Borsa di Tokyo, con il Nikkei +1,68%; Hong Kong +0,65%, Sidney +1,29%, Shanghai -0,45%, Seoul +0,26%. Sidney è balzata al record in una settimana dopo i dati sul lavoro, che hanno messo in evidenza la creazione di 42.000 nuovi posti a maggio, meglio delle attese.

(Lna-DaC)