Borsa Milano negativa, tra Grecia e Germania accordo su niente

5 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Terminato l’incontro a Berlino tra il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis e l’omologo tedesco Wolfgang Schaeuble, la performance delle Borse europee è peggiorata. Milano ha chiuso sui minimi. I due non hanno trovato un punto di incontro su nulla. Atene chiede un prestito ponte fino a fine maggio, mentre la Germania vuole che la Grecia implementi più in fretta le riforme.

Il listino Ftse Mib ha ceduto lo 0,59% a quota 20.819,05 punti. Le stime Ue sulla crescita dell’Italia, spiega a Reuters un trader, hanno attenuato l’impatto negativo della decisione a sorpresa della Bce di non accettare più titoli di stato greci come collaterale ai finanziamenti delle banche del paese. Ma il disaccordo dei due paesi agli antipodi della crisi europea hanno allontanato dal mercato i rialzisti.

Antonio Cesarano, dell’ufficio Market Strategy di MPS Capital Services scrive, a conclusione del faccia a faccia a Berlino tra Yanis Varoufakis e Wolfgang Schaeuble, che “non c’è accordo su nessun punto finora”.

Se da una parte la Grecia che “chiede un programma ponte di aiuti fino a fine maggio”, dall’altra “la Germania ha chiesto un’implementazione più veloce delle riforme”. Intanto, “il quotidiano tedesco Die Welt ha reso noto alcune indiscrezioni secondo cui ieri la BCE avrebbe accordato una linea di liquidità di emergenza (ELA) fino a 60 miliardi di euro alle banche greche, un importo sostanzialmente pari all’ammontare in essere a dicembre delle operazioni convenzionali delle stesse banche greche verso BCE”. La reazione del mercato è stata di vendere a Londra, dove il future ha subito perdite nell’ordine del 2%.

Fin dalla prima mattinata ha pesato la notizia shock della Bce, che ha deciso di fatto di bloccare la liquidità alle banche della Grecia, rimuovendo una deroga che aveva permesso agli istituti ellenici di finanziarsi presso di essa utilizzando come garanzia bond sovrani con rating junk. Immediata la reazione sul mercato dei titoli di stato, con lo spread Grecia-Germania volato a 941 punti base, rispetto ai 902 di ieri.

Focus anche sulle parole di Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, che ha detto che la Grecia non dovrebbe ricorrere neanche ai fondi di liquidità di emergenza per sostenere le sue banche, che invece in teoria sarebbero a sua disposizione.

Riguardo ai BTP, si allarga leggermente lo spread tra rendimenti decennali italiani e tedeschi che era balzato anche oltre +5%. Al momento viaggia appena al di sopra dei 122 punti base, a fronte di rendimenti in rialzo all’1,53%.

Sul valutario, euro positivo dopo un avvio in calo. A sostegno della valuta unica sono le voci di interventi sul mercato della banca centrale svizzera, che starebbe acquistando euro nel tentativo di indebolire il franco.

Dopo essere sceso fino a sfiorare 1,13 dollari negli scambi asiatici, l’euro si è stabilizzato, rafforzandosi nel corso della mattinata e intorno alle 15,20 passa di mano a 1,1431 dollari da 1,1344 della chiusura precedente.

Riguardo al petrolio, reduce da un forte tonfo oltre -4% nella sessione di ieri – il riferimento è al contratto WTI -, i prezzi recuperano terreno. I futures sul WTI +2,02% a $49,43, Brent +2,07% a $55,28. Oro -0,22% a $1.261,70. Argento -1,35% a $17,16.

Mercati asiatici in preda a oscillazioni. Dopo la decisione della Banca centrale cinese di tagliare i requisiti minimi richiesti alle banche per le riserve, l’indice Shanghai Composite è balzato in avvio +2,4%, per poi ridurre progressivamente i guadagni e scendere oltre -1%. Male anche Tokyo, con il Nikkei scivolato -0,98%. Hong Kong positiva, con +0,33%, Sidney +0,58%, Seoul -0,51%.

In particolare Sidney è balzata al record in sette anni, sulla scia dei rialzi dei titoli bancari. A Tokyo invece male Hitachi -10% e Mazda Motor dopo la pubblicazione di utili in calo. Sony invece +12% dopo che la società ha reso noto che i profitti sono più che triplicati.

(Lna-DaC)