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Borsa Milano ai minimi di due mesi, la Germania fa paura

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MILANO (WSI) – La Borsa di Milano accentua la flessione sul finale di seduta, con l’indice Ftse Mib che scivola a 19.382 punti (-1,34%), livelli che non si vedevano dallo scorso 12 agosto. Siamo sui minimi bimestrali. Il trend ribassista riguarda tutte le principali Borse dell’Eurozona, eccezione fatta per Francoforte (+0,28%), che balla da sola e si muove in controtendenza.

“Purtroppo per le altre piazze azionarie europee non è accaduto quello che ci attendevamo, cioè il rimbalzo in scia al recupero di ieri di Wall Street”, commenta alle agenzie stampa il chief trader di una primaria Sim del Triveneto.

Piazza Affari ha azzerato i guadagni dopo una partenza sprint che ha visto il Ftse Mib balzare anche oltre +1%. Svanisce in Europa l’effetto delle minute della Fed, che hanno allontanato i timori di un imminente rialzo dei tassi sui fed funds. L’euro intanto ridiscende sotto $1,27.

Tra i titoli scambiati sull’indice azionario italiano, scivola Fiat (-3%), congelata per eccesso di volatilità Ubi (-3,25% teorico), mentre corrono Tenaris (+1,92%) e Luxottica (+1,64%). Bene Banco Popolare (+0,98%), giù Mediaset (-3,06%), Bpm (-2,4%), Intesa (-2,64%) e Unicredit (-2,27%).

Il Lingotto ha comunicato i dati sull’offerta ai soci delle azioni oggetto di recesso, decidendo di non collocare le 54 milioni di azioni rimanenti. Di conseguenza il gruppo FCA pagherà agli azionisti recedenti 7,727 euro per ogni azione con un esborso complessivo superiore ai 400 milioni; giù Mediaset -1,57%, bene Tenaris +1,92%,

Relativamente alla riunione del Fomc – il braccio di politica monetaria della Fed – degli scorsi 16 e 17 settembre, le minute, secondo quanto ha commentato Evan Lucas, market strategist presso IG, hanno messo in evidenza come “la maggioranza (dei membri votanti) intraveda ancora debolezze nel mercato del lavoro; inoltre con gli outlook sulla crescita e l’inflazione che sono stati rivisti al ribasso, le minute hanno dato la chiara impressione che niente cambierà nel meeting di ottobre”.

L’entusiasmo post Fed ha lasciato però il posto nel corso della mattinata alle indicazioni poco confortanti provenienti dal fronte europeo. Pubblicato il bollettino della Bce, da cui è emerso che l’Italia continua a essere tra i paesi europei con le maggiori tensioni sui mercati finanziari. Ha pesato poi soprattutto il dato sulla bilancia commerciale tedesca, che ha acuito i timori sull’arrivo di una recessione in Germania, motore dell’economia europea.

Ancora riguardo all’Italia, Bankitalia ha confermato il calo dei prestiti al settore privato e alle famiglie, mentre circolano rumor su una possibile bocciatura dell’ Unione europea del piano italiano pluriennale di budget

Sul mercato dei titoli di stato, lo spread fra Btp e Bund è in ribasso a 144,70. Il rendimento cala al 2,28%. I bond sono in calo in tutta Europa e anche in Usa dopo le dichiarazioni accomodanti della Fed.

Sui mercati asiatici, la Borsa di Tokyo ha visto il Nikkei scendere -0,75%, causa l’apprezzamento dello yen; Hong Kong positiva con +0,99%, così come il mercato australiano, con l’indice S&P/ASX 200 +1,06%; Shanghai poco mossa, mercato sudcoreano chiuso. In particolare lo Shanghai Composite è sceso dopo aver testato il record dal febbraio del 2013 all’inizio della sessione. L’indice ha toccato il massimo degli ultimi 20 mesi per sei sedute consecutive. In generale l’azionario asiatico ha fatto bene, con l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index in crescita.

Tra gli eventi più importanti della giornata, il discorso del presidente della Bce Mario Draghi al Brookings Institution Hutchins Center alle 17 ora italiana. Draghi parteciperà poi in una discussione con il vice presidente della Fed, Stanley Fischer e con gli investitori, sulla possibilità che un QE in stile Fed venga adottato in Europa.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro -0,3% sul dollaro a $1,2691. Da segnalare che negli ultimi due giorni lo yen, considerato tra i beni rifugio per eccellenza, è salito sul dollaro +1,6%, per poi fare oggi dietrofront. Il biglietto verde ha testato i minimi di due settimane sulle principali valute rivali per poi recuperare un po’.

Tornano negativi dopo un recupero iniziale i futures scambiati a New York, che ieri avevano bucato quota $88. I contratti fanno -0,08% a $87,24. Acquisti sull’oro, +1,88% a 1.228,70.