Borsa Milano accelera al ribasso sul finale, Ftse Mib -1,43%

22 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Chiusura negativa per Piazza Affari che nell’ultima ora di contrattazioni ha accelerato al ribasso con l’indice Ftse Mib in chiusura in calo dell’1,43% a quota 20.673 punti.

Milano ha aumentato le perdite dopo il deludente dato sulla fiducia dei consumatori dell’Eurozona, scesa a settembre a -11,4 punti, e l’audizione di Mario Draghi al Parlamento Ue. Il numero uno della Bce ha detto che la ripresa della zona euro “perde slancio”.

L’euro ha aggiornato sul forex i minimi a oltre 14 mesi rispetto al dollaro Usa. Il cross eur/usd è sceso fino a 1,2816, nuovo minimo dal luglio 2013. La discesa della divisa unica europea ha subito un’accelerazione dopo le parole pronunciate oggi da Mario Draghi davanti al parlamento europeo.

“Siamo pronti a usare ulteriori strumenti non convenzionali, entro il mandato della Bce, e modificare l’importo e/o la composizione degli interventi se l’inflazione rimarrà a lungo troppo bassa”, ha detto Draghi rafforzando l’impegno dell’Eurotower per contrastare il rischio deflazione.

I titoli a Piazza Affari
Vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 3,85% a 11,98 euro, Montepaschi il 3,21% a 1,024 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 2,79% a 6,09 euro, Ubi Banca il 2,38% a 6,35 euro, Unicredit lo 0,63% a 6,26 euro, Intesa SanPaolo lo 0,33% a 2,41 euro.

In controtendenza Popolare di Milano che ha mostrato un progresso dello 0,78% a 0,639 euro. Pesante Eni (-3,26% a 18,38 euro) che ha scontato lo stacco di un acconto sul dividendo pari a 0,56 euro, con data di pagamento fissata per il prossimo 25 settembre.

Positiva Fiat (+0,70% a 7,835 euro) che in mattinata ha superato quota 8 euro, valore che rappresenta i massimi da inizio maggio. A sostenere il titolo del Lingotto è un report di Mediobanca : gli analisti di piazzetta Cuccia hanno alzato il giudizio sull’azione a outperform dal precedente neutral, portando il target price a 10,5 euro da 8,1 euro. Enel (-0,33% a 4,156 euro) ha perso slancio nel pomeriggio dopo una mattinata trascorsa in territorio positivo in scia alle voci secondo cui il colosso elettrico potrebbe pagare un ulteriore dividendo straordinario da Endesa prima di un eventuale piazzamento di azioni sul mercato, dopo quello da 8,2 miliardi di euro in scia allo scorporo del 60,62% di Enersis.

In Europa pesa poi il netto calo di Tesco, che spinge al ribasso tutto il comparto retail. La catena di supermercati britannica ha emesso il suo terzo warning da inizio anno. Il gruppo ha abbassato ulteriormente di 250 milioni di sterline le stime sui profitti nel primo semestre. Il titolo cede il 10% circa.

Bilancio negativo per Francoforte, che vanta un calo dello 0,46%; sottotono Londra che mostra una limatura dello 0,56%, mentre è dimessa Parigi, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia.

Dopo i guadagni visti di recente, gli investitori preferiscono intascare profitti in vista dei dati macro chiave sull’attività manifatturiera cinese di domani e quelli di oggi sull’immobiliare Usa.

I cali della Borsa di Hong Kong pesano sull’andamento dell’azionario in tutta l’Asia. L’incertezza sulla tenuta della crescita della Cina, la seconda economia al mondo, ha spinto in ribasso anche le materie prime. Il timore è che l’indice PMI tocchi un livello pari o inferiore ai 50 punti, che indicherebbe una contrazione.

Si segnala invece un rally dei bond delle principali economie, dopo che i funzionari dei principali Stati mondiali hanno lanciato un avvertimento su una serie di rischi finanziari. I ministri dell’Economia del G20 hanno fatto sapere che le politiche di tassi bassi potrebbero aumentare i rischi per i mercati, perché le economie fanno affidamento sull’allentamento monetario.

Sul versante macro, in Italia a luglio l’indice destagionalizzato degli ordini all’industria è sceso dell’1,5% in termini congiunturali, come in giugno.

Nel pomeriggio’attenzione sarà rivolta ai dati immobiliari che verranno pubblicati in Usa. Le previsioni del mercato per la lettura preliminare dell’indice a cura di HSBC e Markit Economics, che verrà resa nota domani, sono per un livello di 50 dopo i 50,2 di agosto.

L’indice MSCI della regione Asia Pacifico perde lo 0,7%. Il listino Hang Seng di Hong Kong scivola dell’1,4% tra volumi elevati dopo il -2,1% della settimana scorsa (che rappresentava i minimi da luglio). La Borsa australiana ha visto evaporare i guadagni messi a segno fin qui da inizio anno. Appesantita dai realizzi, Tokyo ha perso lo 0,71%.

Lou Jiwei, il ministro cinese delle Finanze, ha avvertito dei rischi al ribasso per la crescita della seconda potenza al mondo e la prima in Asia.

Tra gli altri mercati, sul valutario il dollaro scivola di pari passo con i rendimenti dei Bond di Usa, Australia e Giappone. Euro in aumento su biglietto verde e yen.

Tra le materie prime, ritraccia l’argento insieme a rame e nickel. Oro in flessione sotto i minimi di luglio, a 1.208 dollari l’oncia. Male anche il petrolio, con i futures in calo dello 0,5% a 92,04 dollari il barile.