Borsa Milano +3,8%. Spread cala a 283 punti, sotto l’obiettivo di Monti

2 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Borsa Milano in rally fino a +3,8% nella prima seduta del 2013, sulla scia dell’accordo raggiunto prima al Senato poi alla Camera Usa per evitare il fiscal cliff, ovvero il baratro fiscale.

Il presidente americano Barack Obama ha comunque avvertito i Repubblicani di non essere disposto a trattare le condizioni su un aumento del tetto massimo del debito. Morgan Stanley fa notare poi in una nota che l’accordo è di fatto un mini-compromesso.

Il benchmark di riferimento dell’azionario europeo, lo Stoxx Europe 600 Index, è balzato fino a 284,36 punti, testando il record dall’11 maggio del 2011, ovvero degli ultimi 19 mesi. Da segnalare che nel 2012 l’indice è cresciuto +14%, mettendo a segno l’incremento più forte in tre anni, ovvero dal +28% del 2009.

Ftse Mib chiude a un passo da quota 16.900: occhio però al ritracciamento dell’euro, termometro della propensione al rischio. La valuta è scesa nel finale sotto quota $1,32, quando in mattinata si stava avvicinando alla soglia a $1,33.

Spread Italia-Germania in calo fino a quella che ormai viene definita la soglia Monti, in quanto livello auspicato dal premier e fissato a 287 punti. Tale livello corrisponde alla metà rispetto al valore a cui il differenziale si trovava quando Monti prese il potere. Lo spread ha toccato il minimo dal dicembre del 2010, calando anche sotto tale soglia, fino a 283 punti base.

In crescita i volumi di scambio sui mercati azionari: nella sessione odierna i titoli scambiati di mano sono stati superiori +33% rispetto alla media degli ultimi 30 giorni, stando a quanto riporta Bloomberg. L’indice londinese Ftse 100 ha superato quota 6.000 punti per la prima volta dal luglio del 2011. Chiusa per festività la borsa di Zurigo.

L’indice MSCI Asia Pacific Index esclusa la borsa di Tokyo, che è rimasta chiusa per festività, è balzato +2%, chiudendo al record dall’agosto del 2011. La borsa australiana S&P/ASX 200 Index +1,2%, indice Kospi +1,7%, l’Hang Seng di Hong Kong +2,5%.

Focus sulla performance di Wall Street, che già nell’ultima seduta dell’anno ha visto protagonisti guadagni al ritmo più sostenuto addirittura dal 1974. Nell’intero 2012, l’ azionario Usa ha registrato un rally +13%, riportando la performance migliore dal 2009. Tra gli altri asset, l’oro è salito per il dodicesimo anno consecutivo, mettendo a segno il rialzo migliore da almeno il 1920.

Dal fronte economico, notizie no per l’Europa, con l’indice Pmi manifatturiero della zona euro che è sceso a 46,1 punti nell’ultimo mese del 2012, dai 46,2 di novembre. Si tratta del 17simo mese consecutivo di flessione.

Il dato relativo all’Italia è invece salito da 45,1 a 46,7 punti. Preoccupazione per la contrazione che ha interessato la Germania.

Un ennesimo monito all’Europa in generale e alla Bce in particolare è arrivato in giornata dal Premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, che ha affermato che la Bce deve cambiare ricetta e che la soluzione ai problemi non è rappresentata né dalle misure di austerity né dal fiscal compact.

BTP – Spread Italia-Germania in forte calo, -10,17% a 287,90 punti base, a fronte di tassi decennali sui BTP -4,89% al 4,32%.

ALL’INTERNO DEL FTSE MIB – In forte spolvero i bancari, con Bper che vola fino a +5,45%; in crescita anche BPM +2,83%, MPS +3,19%, Intesa SanPaolo +5,23%, Mediobanca +3,69%, Ubi Banca +4,62%, Unicredit +3,08%; tra gli altri titoli Generali +4,22%, Fiat Industrial +3,94%, Fiat +2,64%, Eni, +2,94%, Mediaset +5,25%, Saipem +4,06%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’ euro -0,11% a quota $1,3190, fa dietrofront dopo che in mattinata era salito molto vicino a quota $1,33; rapporto dollaro/yen +0,50% a JPY 87,10. Euro/yen +0,44% a JPY 114,96.

Sul fronte delle commodities, commodities, i futures sul petrolio +1,58% a $93,27 al barile, oro +0,90% a $1.690,90 l’oncia.

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