Borsa Milano +1,85%, speranze su accordo Grecia

18 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Spinta dall’ipotesi di una proroga di sei mesi del prestito internazionale concesso alla Grecia, Piazza Affari continua a viaggiare sui massimi della seduta, con il Ftse Mib che balza +1,85%, a 21.659 punti. Riguardo agli altri mercati europei, la Borsa di Londra testa i massimi di 15 anni.

Tra i singoli nomi, buy su Saipem +3,4% e Mps +4,7%, che sta per varare un aumento di capitale da 3 miliardi. Bene anche Eni, +3,31%, nonostante gli utili deludenti. Il colosso petrolifero ha alzato il dividendo a 1,12 da 1,10 euro e agli analisti sono piaciuti i numeri relativi a previsioni e debito. L’utile netto è comunque crollato del 74% nel 2014, appesantito da oneri, svalutazioni e dal calo record dei prezzi del greggio.

I titoli delle banche popolari sono stati sostenuti da indiscrezioni su imminenti operazioni di M&A, a dispetto delle varie smentite. Bper +2,95%, BPM +4,71%, BP +3,47%. Tra gli altri bancari scambiati sul Ftse Mib Intesa +1,69% e Unicredit +3%.

Lo Spread tra Btp e Bund decennali in calo a 131,1 punti base. Continua la ripresa dei bond greci, con il rendimento a tre anni che è sceso al 17,6% dal 18,8% di ieri.

Secondo Mike van Dulken, numero uno della divisione ricerche di Accendo Markets, l’ottimismo sulla situazione greca contribuisce a spingere gli investitori a tornare a comprare titoli azionari. L’accordo per una proroga del programma di salvataggio “calmerà senza dubbio le acque”.

Il mercato azionario mondiale rimane in una fase rialzista. “Capire quando si interromperà tale periodo è difficile. Con rare eccezioni, gli investitori dovrebbero rimanere propensi a comprare titoli per il momento”, dice a Bloomberg Don Williams, gestore di fondi presso Platypus, a Sidney. Insomma, non si prevede l’apertura di una fase ribassista, “a meno che la Grecia non faccia saltare tutto in aria”.

Così non sembra, per il momento. L’estensione della durata del pacchetto di aiuti alla Grecia è un importante passo avanti verso lo sblocco delle trattative tra il paese fortemente indebitato e i suoi creditori europei.

Il 16 febbraio i negoziati dell’Eurogruppo si sono interrotti senza un accordo. I ministri delle Finanze non sono riusciti nemmeno a firmare una bozza comune, facendo innervosire i mercati. Senza un’intesa la Grecia potrebbe finire i soldi entro marzo e potrebbe essere costretta ad abbandonare l’euro. Uno scenario del genere, con Atene che se ne va dall’area e il blocco che scende a 18 paesi membri, è dato da alcuni analisti come quelli di Commerzbank, al 50% di possibilità di avverarsi.

In Asia l’azionario raggiunge i massimi di 5 anni, seguendo la scia dei rialzi visti alla Borsa Usa. Il clima è migliorato dopo che sono iniziate a circolare voci circa una risoluzione momentanea alla crisi greca.

Il rendimento sui titoli decennali Usa ha toccato i massimi da inizio anno, mentre l’oro continua a calare dopo aver perso l’1,8% ieri.
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In Giappone non è atteso nessun cambiamento di politica da parte della banca centrale. L’indice Topix è avanzato dell’1,2%. Bene anche l’indice Nikkei, +1,18%. In rialzo anche Sidney, che ha chiuso solida con +0,98%. Chiusi in occasione della festività del Capodanno Lunare i mercati di Cina, Taiwan, Corea del Sud e Vietnam.

Sul valutario, l’euro ritraccia -0,48% a $1,1355; Rispetto al franco vale 1,0723, mentre il biglietto verde si attesta a 119,19 yen (-0,03%).

Tra le materie prime, i futures sul petrolio cedono -1,91% a New York, attestandosi a 52,51 dollari al barile. Brent -1,68% a $61,48. Oro -0,36% a $1.204,20. Argento piatto dopo le forti vendite di ieri, -0,02%, a $16,38.

(DaC)