Borsa Milano +1,7%, Ftse Mib ai massimi dal 2008. Saipem +6,7%

7 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – L’ottimismo sulle manovre di politica monetaria delle banche centrali globali, che secondo investitori e analisti continueranno a essere espansive, sostiene i mercati azionari.

Gli indici riaprono dopo la lunga pausa delle festività della Pasqua, e il listino Ftse Mib accelera al rialzo e balza +1,71% a 23.706 punti. Il listino viaggia ormai ai massimi dall’ottobre 2008. LEGGI ANCHE Piazza Affari: i titoli da comprare e shortare. Previsioni sul Ftse Mib

Acquisti sul Ftse Mib soprattutto su Saipem +6,72%, che beneficia del trend positivo in Europa del comparto energetico. Il mercato accoglie anche con favore la scelta della società controllante Eni di proporre Stefano Cao come nuovo amministratore delegato nella prossima assemblea del 30 aprile.

Tra i finanziari Azimut +3,95%, dopo i giudizi di una importante banca d’affari, Mediolanum +3%, Mps +1,37%, Bper -0,56%, BPM +1,82%, Banco Popolare +0,68%, Intesa +1,19% sulla scia di una buona nota; Unicredit +1,01%, Ubi Banca +2,20%. Tra i titoli di altri settori A2A +4% sostenuta da alcuni rumor di mercato sulla composizione del suo capitale; FCA -1,18%, Eni +3,67% beneficia della ripresa dei prezzi del petrolio, Snam +1,80%, Tenaris +4,15%, Telecom Italia +1,65%, Mediaset +2%.

La Grecia rimane il tallone d’Achille dell’Europa, anche se il ministro delle finanze Yanis Varoufakis ha detto che il paese “intende centrare tutti gli obblighi verso tutti i suoi creditori”. Atene dovrà rimborsare una tranche di debiti da 450 milioni di euro al Fondo Monetario Internazionale entro dopodomani, giovedì 9 aprile.

Un monito alla Grecia è arrivato da Nathan Sheets, sottosegretario per gli Affari internazionali del Tesoro, che ha lanciato un appello affinché il paese si “impegni a pieno” nelle negoziazioni tecniche, in modo da poter finalizzare le riforme economiche di cui ha bisogno per ricevere ulteriori finanziamenti inclusi nel piano di bailout.

Si guarda con favore alle buone notizie arrivate dal fronte macro, in mattinata; protagonisti i dati sul Pmi composite, che ha segnato la crescita più veloce in 11 mesi e lo smorzarsi della deflazione, come ha confermato l’indice dei prezzi alla produzione.

Sul valutario, l’euro scivola sotto $1,09 a $1,0856 (-0,60%). Dollaro/yen +0,69% a JPY 120,35. Euro/franco svizzero -0,15% a CHF 1,0455. Euro/yen +0,11% a JPY 130,66. Occhio all’aussie, balzato fino a +1,4% a $76,98, dopo che la Reserve Bank of Australia ha lasciato i tassi overnight invariati al 2,25%. I tassi sui bond a tre anni sono saliti fino all’1,74% dopo l’annuncio della decisione.

Focus sulle dichiarazioni del presidente della Fed di New York William Dudley che, in un discorso proferito nella giornata di ieri nel New Jersey, ha affermato che la velocità con cui la Fed inizierà ad alzare i tassi sui fed funds “dipenderà dai dati e rimane incerta, dal momento che non si può pienamente anticipare l’evoluzione futura dell’economia”.

In Asia, l’indice di riferimento del mercato azionario, l’MSCI Asia Pacific Index, si è attestato al valore più alto da luglio, salendo per il quarto giorno consecutivo. Shanghai ancora oggetto di buy scatenati, indice +1,9%, ai massimi livelli dal marzo del 2008 e +90% dalla fine di giugno. Il valore dell’azionario cinese è salito di oltre $3,5 trilioni. Chiusi i mercati di Hong Kong.

Tra le commodities, i futures sul Wti a quota $52,54 al barile, in recupero con +0,77%; Brent -0,05% a $58,09. Oro -0,45% a $1.213,10. Argento -1,49% a $16,86. (Lna)