Boom di IPO, Levi’s torna a Wall Street: vale oltre $6 miliardi

21 Marzo 2019, di Mariangela Tessa

Ritorno in grande stile per Levi Strauss in Borsa, in un anno che vedrà diverse IPO importanti. La compagnia di abbigliamento approderà oggi sul listino del Nyse al prezzo di $17 oltre la forchetta indicata tra $14-16.

Per il popolare produttore americano di jeans si tratta di un ritorno a Wall Street dopo quello del 1971, a cui seguì un delisting nel 1984. In base ai dati a disposizione, l’azienda ha raccolto così 623,3 milioni di dollari a fronte di una valutazione di circa 6,5 miliardi di dollari, ben oltre le attese.

La vendita dei titoli porta in cascina, soprattutto ai discendenti del fondatore Levi Strauss che manterranno il controllo del gruppo. Parte di questi saranno usati a fini aziendali tradizionali come la copertura di spese operative e spese per capitale ma anche per acquisizioni e investimenti strategici. Levi’s ha fatto domanda di quotazione al New York Stock Exchange con simbolo “LEVI”.

La storia più che centenaria di Levi’s

La storia della società risale al 1853 quando Levi’S si trasferì in California dalla Baviera (Germania) per aprire un negozio di tessuti legato alla famiglia. Due decenni dopo, si unì con uno dei suoi clienti lanciando l’idea di usare dei rivetti (una sorta di bottoncini) per creare un paio di pantaloni pensati per durare a lungo. Fu cosi’ che nacque l’azienda che sostiene di avere prodotto il primo paio di blue jeans.

La controllata giapponese Levi Strauss K.K. è quotata a Tokyo (Giappone). Di conseguenza l’azienda pubblica le sue trimestrali presso l’americana Securities and Exchange Commission.

Le altre IPO più attese dell’anno, tra cui Lyft

In settimana sbarcano in Borsa anche la cinese Up Fintech Holding e Alight e si prevede che il valore complessivo dei capitali racimolati raggiungerà gli 1,38 miliardi di dollari. Nel caso di Up Fintech Holding il prezzo ci collocamento sarà nel range di $5-$7. Il gruppo potrebbe diventare il titolo finanziario più economico dal 2001. La più economica fu China Rapid Finance, che presentò un prezzo di offerta di $6 il 27 aprile 2017. L’azienda potrebbe diventare la quarta società del credito a quotarsi in Cina in soli sei mesi di tempo.

Un altro gruppo che si quota questa settimana è Alight. Si tratta di un’azienda tecnologica dell’Illinois. Sarà la prima IPO del settore a provenire da questo Stato Usa dal 2014. Il prezzo di collocamento dovrebbe essere di $22-25 dollari sopra la media del comparto dal 2001 a oggi (pari a $14,39).

La settimana successiva assisteranno ad altre tre Ipo, questa volta per un ammontare ancora superiore, pari a 2,18 miliardi circa. La più attesa è senza dubbio quella di Lyft. Il gruppo della gig economy rivale di Uber punta a un capitale di $2 miliardi. Si tratterebbe della IPO più grossa in oltre un anno. L’ultima fu AXA Equitable Holdings nel 2018 (con circa 3,16 miliardi di dollari ottenuti).

Wall Street: oltre a Levi's grande attesa anche per l'IPO di Lyft

Tuttavia il target di prezzo di Lyft, azienda che mette in contatto i clienti con i piloti per realizzare servizi di trasporto vari, sarà uno dei più alti dal 2001. Solo tre IPO hanno visto un valore superiore a quello a cui punta Lyft (di $62-$68). Etichettata come gruppo di servizi al consumo, Lyft potrebbe recuperare sul mercato il secondo ammontare più alto dl settore da almeno il 2001. Hilton Worldwide Holdings riuscì a generare $2,71 miliardi l’11 dicembre del 2013. In tutti i casi sarà la quinta IPO più grossa dal 2001 (vedi grafico sotto).

Le altre due società che testeranno il polso del mercato la prossima settimana sono 8i Enterprises Acquisition ($50 milioni a $10 per azione) e Precision BioSciences (126,4 milioni).