Bonus bollette per lavoratori privati: cos’è e come ottenerlo

27 Agosto 2022, di Alessandra Caparello

Via libera con il decreto Aiuti bis al bonus bollette per lavoratori dipendenti, un incentivo che va ad aggiungersi al bonus una tantum da 200 euro diretto a tutti i lavoratori e pensionati con reddito sotto i 35 mila euro. Ancora non vi sono indicazioni ministeriali precise sul bonus bollette, ma si sa ad oggi che il nuovo contributo grava sulle casse del datore di lavoro, che può beneficiare del fatto che questo, entro una certa soglia, sia totalmente esentasse.

Bonus bollette: cos’è e chi può ottenerlo

In base a quanto stabilito dal Decreto aiuti bis, il bonus bollette potrà essere erogato dalle aziende come sostegno ai dipendenti per il pagamento delle bollette di acqua, gas e luce elettrica. Sono esclusi dal beneficio i lavoratori della pubblica amministrazione. A poterne beneficiare sono solamente i lavoratori con contratto subordinato.

Come verrà erogato

Tale contributo può raggiungere un importo massimo pari a 600 euro l’anno ed è esentasse. Il bonus non viene considerato nel reddito, perciò non si pagherà alcuna imposta sul contributo. Ugualmente, l’impresa lo deduce dal proprio reddito.

Per ottenere il bonus bollette per i lavoratori dipendenti non è necessario fare alcuna domanda, ma sarà il datore di lavoro a scegliere se adottarlo e a quali dipendenti destinarlo, con la conseguenza che in una stessa azienda potranno esserci dipendenti che riceveranno il contributo e altri che non beneficeranno della misura. In sostanza non si tratta di un obbligo per l’azienda, la quale resta libera di decidere se riconoscere o meno delle misure aggiuntive allo stipendio senza vincolo alcuno.

La misura resterà in vigore almeno per tutto il 2022. Nel caso di contributi già erogati nei mesi passati, sia il dipendente che l’azienda possono fare ricorso al beneficio e recuperare le imposte indebitamente versate.

Bonus bollette e bonus sociale luce e gas

Il bonus bollette non deve essere confuso con il bonus sociale luce e gas, recentemente potenziato dal governo per contrastare per l’appunto il caro energia.

Mentre il bonus bollette è un contributo una tantum che il datore di lavoro può concedere solo ad alcuni lavoratori, il bonus sociale luce e gas è una riduzione delle spese sulle bollette di elettricità e gas naturale e consiste nella possibilità di usufruire di uno sconto in bolletta per tutti gli utenti domestici e non domestici in condizioni economicamente svantaggiate. Le modalità di regolazione del bonus sociale sono state definite da Arera, l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente.

Nel dettaglio, il bonus sociale è previsto per tutti cittadini e le famiglie in difficoltà economica che rispondono a determinati requisiti, quali ad esempio un tetto massimo Isee, beneficiari di reddito di cittadinanza o utenti in condizioni fisiche disagiate. Hanno diritto al bonus sociale luce e gas le categorie di utenti che rispettano i seguenti requisiti:

  • nuclei familiari con Isee inferiore a 12.000 euro annui;
  • nuclei familiari numerosi e Isee non superiori a 20.000 euro annui;
  • utenti con patologie gravi e certificate che necessitano di apparecchi elettrici di tipo medico;
  • fruitori di pensione e reddito di cittadinanza.

Soffermandoci sui requisiti reddituali, c’è da precisare che sono esclusi dall’incentivo i soggetti che si avvalgono del gpl in bombola o gas metano per utilizzi domestici e non domestici. In tutti gli altri casi possono beneficiare dell’agevolazione le famiglie con un reddito basso. Il tetto Isee massimo per richiedere il bonus non deve superare i 12.000 euro (inizialmente 8.265 euro) oppure, se si hanno almeno 4 figli a carico l’asticella Isee si eleva a 20.00 euro.

Non occorre presentare richiesta per accedere al bonus, poiché è stato attivato un sistema per cui si riceve in automatico lo sconto in bolletta qualora si possedessero i requisiti sopra indicati. Il bonus sarà, infatti, accreditato direttamente in bolletta. Bisogna, però, procedere alla compilazione del proprio Isee rivolgendosi, per chi fosse in difficoltà, a un Caf.