BOND: GUARDATELI, PER VALUTARE COME VA L’ITALIA

11 Luglio 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: l’andamento negativo delle borse unito ai timori di nuove svalutazioni hanno determinato un calo dei tassi di mercato su tutta la curva. Rimane in prossimità dello zero lo spread sul 2-10 anni, mentre il differenziale sul decennale Italia-Germania si è riportato a 61 pb, complice i dati molto negativi sulla produzione industriale italiana che hanno confermato la debolezza dell’economia.


Ieri la Banca d’Inghilterra, come nelle attese, ha lasciato invariato al 5% il tasso di riferimento. Malgrado il rialzo del prezzo del petrolio di ieri, le breakeven inflation sono rimaste pressoché stabili. A condizionare i mercati nella giornata odierna saranno ancora le notizie relative alla crisi finanziaria in atto, soprattutto dopo il discorso di Bernanke e Pauson di ieri e dopo la notizia di un possibile salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac. Sul decennale il supporto resta 4,35%.

Negli Usa i tassi di mercato sono calati sulla parte a lunga mentre sono saliti sulla parte a breve comportando un calo dello spread 2-10 anni da 144 a 140pb. Al centro dell’attenzione ieri è stato il discorso di Bernanke e Paulson davanti al Congresso dove hanno suggerito la necessità di consolidare la supervisione delle banche d’investimento in un’unica entità che monitori i requisiti di capitale, liquidità e risk management. Occorrono nuovi strumenti per gestire la situazione attuale, anche se l’implementazione non sarà rapida.

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La discussione è ovviamente caduta anche sulla situazione delle due agenzie governative Freddie Mac e Fannie Mae che i legislatori giudicano essere troppo grandi per fallire e necessarie alla ripresa del settore immobiliare. Un articolo del NY Times di oggi segnala la possibilità che intervenga direttamente il governo Usa per salvare le due agenzie laddove ve ne fosse bisogno. Ricordiamo che Fannie e Freddime Mac detengono o garantiscono circa 5000Mld$ di mutui, pari a circa la metà del totale Usa.

Il problema più evidente è la forte sottocapitalizzazione: come evidenziato dal Wsj, allo scorso marzo il rapporto tra capitale e mutui detenuti o garantiti era pari solo all’1,6%. Ieri i listini azionari hanno chiuso al rialzo, ma i finanziari sono stati sotto tensione per l’ennesima volta. Lehman in particolare ha perso il 12% su indiscrezioni poi smentite che Pimco stia valutando la possibilità di cessare l’operatività con Lehman. Il diretto interessato ha smentito. Per oggi sul decennale i supporti si collocano a 3,85% e 3,80%.

Valute: l’Euro si è apprezzato nei confronti del Dollaro in seguito all’intervento di Bernanke e Paulson che ha fatto capire come la situazione sottostante sia critica. Fino ad allora si era assistito ad un lieve apprezzamento del Dollaro. I dati macro del pomeriggio potrebbero portare una certa volatilità. Per oggi le resistenze si collocano a 1,58 circa e 1,5840.


Il superamento di quest’ultimo livello potrebbe riportare il cross sui massimi storici. Il primo supporto invece è individuabile in area 1,5660-30. L’Euro si è apprezzato anche nei confronti dello Yen con il cross poco distante dal record storico a 169,45. E’ possibile un test della resistenza psicologica 170 nei prossimi giorni. Lo Yen è rimasto invece stabile vs Dollaro. Nuovo record dello Yuan cinese vs Dollaro che da inizio anno si è apprezzato del 6,9% circa, un livello però non ritenuto ancora soddisfacente dai governi occidentali.

Materie prime: forte rialzo per il prezzo del greggio che torna sopra i 142$/barile a causa del rinnovo delle tensioni in Iran e Nigeria, oltre ad acquisti tecnici da parte di fondi al superamento di un importante livello di resistenza. Le tensioni in Medio Oriente ed il deprezzamento del Dollaro hanno favorito anche i metalli preziosi con l’oro che ha guadagnato l’1,4%. Tra gli industriali nuovo record dell’alluminio dopo la notizia che i principali produttori cinesi ridurranno la produzione del 10% a causa della carenza energetica. Ennesimo forte balzo del piombo (+11,2%) su segnali di ritorno della domanda asiatica. Deboli gli agricoli ad eccezione della soia (+2%). Oggi il Dipartimento dell’Agricoltura Usa rilascerà il nuovo report mensile con l’aggiornamento delle stime.

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