BOND: GIUDIZIO NEGATIVO SULL’ITALIA

18 Luglio 2008, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro è continuato il rialzo dei tassi di mercato sulla scia del recupero del mercato azionario. Il differenziale di curva è rimasto pressoché stabile intorno ai 6 pb, mentre rimane sopra i 60 pb lo spread tra il decennale Italia-Germania a conferma della preferenza dei paesi core rispetto ai periferici.

Sul monetario i tassi rimangono pressoché stabili su livelli elevati, a riprova delle continue tensioni sul mercato del credito. Relativamente all’Italia il Fmi ha alzato le stime di crescita portandole allo 0,5% per il 2008 e 2009 dal precedente 0,3%, mentre in area Euro la crescita dovrebbe attestarsi rispettivamente all’1,7% e 1,2%. Secondo quanto riportato da Le Figaro, Trichet avrebbe dichiarato che la crescita europea potrebbe risultare stagnante nel secondo e terzo trimestre prima di una moderata ripresa. 0ggi resta l’attesa per la pubblicazione di altre trimestrali. Sul decennale la resistenza passa per 4,50%.

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Negli Usa tassi di mercato in rialzo sulla scia della buona chiusura dei listini azionari grazie ancora al forte recupero del comparto finanziario che ha riportato l’indice S&P500 vicino all’importante resistenza di 1265. Contestualmente le borse sono state supportate dal terzo forte calo consecutivo del greggio. L’attenzione degli operatori rimane focalizzata sulle vicende dei bilanci bancari. A fine seduta i dati trimestrali di Merrill Lynch (-7% circa nell’after hour) hanno però deluso le attese con svalutazioni nell’ordine di circa 10Mld$ ed una perdita trimestrale di 4,65Mld$. Moody’s ha proceduto al taglio di un notch del rating a lungo termine della banca Usa.

Deludenti anche i dati trimestrali di Google (-7,5%) e di Microsoft (-6%) presentati sempre a mercati chiusi. Oggi il Wall Street Journal riporta che Freddie Mac (la più piccola delle due principali Gse) starebbe considerando la possibilità di un aumento di capitale di 10Mld$, che, almeno temporaneamente, ridurrebbe la necessità di intervento del governo direttamente nell’azionariato. Allo stesso tempo però il WSJ evidenzia come la parte di aumento effettuata mediante azioni privilegiate potrebbe risultare molto onerosa per la situazione finanziaria già precaria di Freddie Mac. Infine la Sec starebbe considerando la possibilità di esentare i market makers dall’obbligo di prendere a prestito titoli azionari venduti allo scoperto.

Tale eccezione sarebbe motivata con la necessità di evitare un aggravio dei costi a carico degli investitori finali. In questo contesto i dati macro pubblicati ieri sono ancora una volta passati in secondo piano. L’inizio di nuove costruzioni e la concessione di nuove licenze hanno evidenziato un forte rialzo a giugno ma in buona misura sono stati determinati dalla concentrazione di richieste prima dell’entrata in vigore a luglio di regole più restrittive a New York. Oggi l’attenzione sarà sui dati di Citigroup. La prossima settimana continuerà la serie di dati dal fronte bancario tra cui Bank of America, Wachovia e National City. Nel frattempo la resistenza sul decennale a 4,06% dovrebbe rivelarsi ardua da superare nel breve.

Valute: Dollaro in lieve deprezzamento verso Euro. Da un punto di vista meramente tecnico la principale resistenza si colloca a 1,5910, a fronte del supporto in area 1,58. Il rimbalzo dei listini azionari globali ha favorito il ritorno delle operazioni di carry trading, comportando un marcato deprezzamento dello Yen vs Euro e Dollaro. Verso Dollaro la resistenza più vicina si colloca intorno a 107,20, mentre verso Euro quella più vicina passa poco sopra 169. A causa dell’elevata volatilità del cross nelle ultime due sedute, il supporto rilevante si colloca piuttosto distante a 165,30.

Materie Prime: ennesimo forte calo del greggio spinto al ribasso dalla marcata correzione del gas naturale (-7,5%) dopo l’aumento delle scorte Usa. Alcuni consumatori potrebbero aumentare la domanda di gas naturale a scapito di quella di petrolio in seguito al ribasso dei prezzi. Il greggio è stato anche penalizzato dalla crescita cinese inferiore alle attese nel secondo trimestre. Positivi i metalli industriali, contrastati i preziosi con il rialzo dell’oro (+0,8%) ed il calo dell’argento (-0,4%). Pesanti le materie prime agricole tra le quali citiamo la soia che ha perso oltre il 3% dopo che il vicepresidente argentino ha votato contro la tassa sulle esportazioni che aveva ridotto le esportazioni da circa 4 mesi. Forte calo dello zucchero (-7,8%).

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