Gestori mai così pessimisti dalla Grande recessione

18 Giugno 2019, di Alberto Battaglia

Il pessimismo dei gestori dei fondi globali è ai massimi dall’agosto 2011, nonostante un deciso recupero della borsa Usa a partire dall’inizio dell’anno e un indice Dow distante meno del 2% rispetto ai massimi storici. Le ragioni di preoccupazione, guardando avanti, infatti non mancano, fra tensioni commerciali e possibili ripercussioni sulla crescita americana.

Secondo l’ultimo sondaggio degli asset manager condotto da Bank of America Merrill Lynch, l’allocazione dei gestori in titoli azionari (i titoli più volatili e più redditizi quando è in atto una fase di espansione economica) è ai minimi storici. Al tempo stesso la quota del portafoglio destinata al contante e agli asset cash-like è ai massimi dall’agosto 2011, segno che i fund manager desiderano più liquidità a disposizione per affrontare e magari approfittare di una correzione sui mercati. Infine, i Treasuries hanno guadagnato maggior spazio  nell’allocazione media dei gestori, anche qui a confermare i sentori di possibili sconvolgimenti sul fronte azionario.

Il Bull & Bear indicator di BofA è dunque passato a 2,3 dal precedente 2,5. I risultati sono frutto di un’indagine condotta su 179 manager globali aventi in gestione circa 500 miliardi di dollari.

“Gli investitori non sono stati così ribassisti dalla crisi finanziaria globale, con il pessimismo guidato dalla guerra commerciale e dalle preoccupazioni per la recessione” ha scritto Michael Hartnett, capo strategist presso BofA Merrill Lynch Global Research. Harnett, tuttavia, ritiene che questo pessimismo potrebbe aprire alla possibilità di investimenti contrarian, nella scommessa che le paure degli investitori non trovino alcuna concretizzazione.