Boeri: “Caos Inps, difficile l’anticipo pensionistico”

12 Ottobre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WS) – “Senza la riorganizzazione dell’Inps sara’ difficile l’attuazione del piano di anticipo pensionistico. L’Inps dovra’ essere il centro di una rete fra banche, assicurazioni, imprese e lavoratori. Per noi e’ una grossa sfida”. E’ quanto afferma in un’intervista a La Stampa, il presidente dell’Inps, Tito Boeri. “Abbiamo il dovere – spiega – di informare adeguatamente i contribuenti sulle implicazioni di scelte difficili. Per farlo abbiamo bisogno di piu’ dipendenti preparati sul territorio”.

Il giudizio di Boeri sull’Ape resta sospeso: “Tutto cio’ che permette maggiore liberta’ di scelta a persone e imprese senza far aumentare il debito va bene. Il governo ha dovuto tener conto dei vincoli europei, resta da verificare che i costi non vengano fatti pagare alle giovani generazioni”. “Il diavolo sta nel dettaglio – aggiunge – e diverse cose sono ancora in discussione”.

Il numero uno dell’INPS si e’ poi soffermato sui sussidi di disoccupazione: “Entro fine 2017 contiamo di fare tutto in automatico chiedendo noi a chi perde il lavoro dove versare la prestazione cui ha diritto e se è disponibile al reimpiego o a corsi di riqualificazione. Questo ci permetterà di erogare subito la prestazione senza aspettare che il lavoratore si attivi per richiederla”

Secondo Boeri il referendum sul titolo quinto avra‘ “effetti potenzialmente importanti” sul lavoro dell’Inps. “Penso – spiega – al contrasto delle poverta’: oggi se ne occupano Comuni e Regioni a macchia di leopardo, mentre lo Stato contribuisce residualmente con la carta acquisti”, mentre “ci vorrebbe un sistema di finanziamento nazionale affiancato da un cofinanziamento locale”.

Un esempio, a questo proposito, arriva dalla “riforma degli assegni di invalidita’: oggi la competenza e’ divisa tra noi e Asl con sovrapposizioni evidenti, lungaggini e contenzioso. Ipotizziamo di affidare tutto all’Inps: oggi e’ necessario mettere d’accordo tutte le Regioni, se il si’ passa lo Stato riavra’ il potere di regia”.

Fonte: La Stampa