Bny Mellon, specializzazione al servizio della qualità

16 Novembre 2018, di Alessandro Piu

L’insieme di boutique controllate dal gestore Usa gli permette di offrire un servizio completo e di qualità. Ne abbiamo parlato con la responsabile vendite Stefania Paolo (nella foto)

Dott.ssa Paolo, Bny Mellon è stata una delle prime società di gestione al mondo ad adottare la struttura multi boutique. Quale impatto ha la Mifid 2 sul vostro modello di business?

Bny Mellon è arrivata pronta all’appuntamento con Mifid 2. Come grande gruppo globale, abbiamo le risorse, l’esperienza e le economie di scala necessarie per rispondere prontamente all’evoluzione del quadro normativo, anche quando si parla di regolamenti complessi e dalle ricadute articolate. Inoltre l’esperienza in Gran Bretagna con la direttiva Rdr ci aveva già preparati a molti dei temi della nuova normativa. Ciò premesso, la Mifid 2 ha delle conseguenze di ampio respiro sull’industria del risparmio gestito. Una comunicazione ancora più chiara e trasparente su costi e strumenti in portafoglio potrebbe favorire la diffusione di strategie di investimento evolute che in passato erano appannaggio degli operatori istituzionali, ma che già oggi sono guardate con crescente interesse anche da parte di private banker e consulenti finanziari per un pubblico affluent”.

Quale ruolo giocheranno le boutique in un mondo dell’asset management sempre più competitivo e con margini in compressione?

“La crescente competizione e la compressione dei margini sono due facce dello stesso processo, che sta determinando una selezione qualitativa dei gestori. Ne emergeranno le società in grado di offrire un reale valore aggiunto agli investitori, giustificando così i costi richiesti ai clienti. Aumenteranno anche gli spazi per gli approcci di investimento alternativi in grado di combinare una componente di beta, ovvero di rendimenti correlati alla direzione dei mercati, e una di alpha, generata invece dall’abilità del gestore, il tutto a costi mediamente più bassi delle strategie puramente attive”.

In che modo selezionate le boutique da inserire nella vostra offerta?

Le boutique sono state acquisite da Bny Mellon gradualmente, nel corso degli anni, al momento più opportuno. Ognuna è stata selezionata per le proprie competenze e specializzazioni e in modo da essere complementare alle altre società di investimento già in portafoglio. L’obiettivo finale del nostro modello multi-boutique è sempre stato quello di offrire agli investitori globali una gamma completa di soluzioni di investimento, adatte a ogni esigenza. Le singole boutique mantengono piena indipendenza nelle proprie strategie e decisioni d’investimento, con i loro responsabili degli investimenti, board, ricercatori, analisti, trader, e ovviamente i gestori”.

Al momento avete 11 società di gestione in portafoglio. Pensate di aggiungerne altre?

“Come dicevo, tutto dipende dall’offerta che vogliamo rivolgere agli investitori. Se dovessimo avvertire il bisogno di un’espansione in un ambito specifico, o la necessità di integrare nuove competenze, non escluderemmo alcuna ipotesi dal tavolo.
Ciò premesso, l’operazione più importante che abbiamo condotto recentemente è stata di consolidamento del modello multi-boutique. All’inizio dell’anno, infatti, le nostre tre società americane The Boston Company, Standish Asset Management e Mellon Capital si sono fuse in un nuovo, grande polo degli investimenti, che ha preso il nome di Bny Mellon Asset Management North America”.

Quali sono in questo momento i temi di mercato da tenere in considerazione?

“Molti investitori sono in cerca di soluzioni di investimento specializzate. Ad esempio gli approcci tematici; le strategie che integrano i criteri di sostenibilità (Esg); i fondi azionari di tipo buy and hold che puntano alla crescita di lungo periodo tramite la selezione dei titoli migliori e delle aziende dai bilanci più solidi. Nell’obbligazionario, piacciono le strategie sui corporate bond a breve duration, che risentono in misura minore dei rialzi dei tassi di interesse e del rischio politico. Mentre gli investitori istituzionali sono pronti a investire il capitale per periodi più lunghi per ottenere rendimenti più attraenti senza aumentare troppo il rischio, attraverso strategie come i private debt”.

Come vedete i principali mercati finanziari nei prossimi sei mesi?

“Volatili. I timori sulle guerre commerciali, lo spettro di una hard Brexit, il rischio Italia, il tapering del qe nella zona euro (che potrebbe essere rimandato ma inevitabilmente sarà attuato).  Molti di questi fattori, nel lungo periodo, si ridurranno a rumore di fondo. Altri avranno un impatto su alcuni settori o alcune geografie, penso ad esempio alla linea dura del presidente Donald Trump, che sempre più chiaramente appare indirizzata alla Cina e non al Messico, al Canada o alla Ue”.

Quali prodotti della vostra gamma sono i più indicati?

“Nell’azionario tematico segnaliamo il nuovo Bny Mellon Mobility Innovation Fund, che investe nell’innovazione nell’automotive e settori correlati. Tra gli approcci efficienti per sovraperformare gli indici azionari con commissioni contenute segnaliamo il Bny Mellon Dynamic U.S. Equity. In ambito azionario riscuote grande successo il Bny Mellon Long-Term Global Equity Fund, con un focus sulla selezione delle migliori aziende globali in ottica di lungo periodo. Sull’obbligazionario il Bny Mellon Global Short-Dated High Yield Bond Fund investe in titoli ad alto rendimento e breve duration. Molto bene anche il nostro Clareant European Direct Lending Fund”.  

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di novembre del magazine Wall Street Italia.