BlackRock rialzista sull’azionario Usa, underweight per l’Europa

7 Dicembre 2020, di Alberto Battaglia

Il colosso degli investimenti BlackRock si è unita a Goldman Sachs nel giudicare i futuri sviluppi del mercato azionario Usa: nel 2021 la visione strategica è stata migliorata da neutrale a rialzista.
Questa promozione è avvenuta nonostante l’esuberante recupero già sperimentato dal mercato dopo il coronacrash, con una performance dell’S&P 500 che, da inizio 2020, ha superato il 14%.
Su un orizzonte più ampio, superiore ai 12 mesi, BlackRock ha mantenuto un giudizio “neutral” che tiene conto delle elevate valutazioni e le sfide sul fronte dei profitti attesi.

Per quanto riguarda gli altri mercati BlackRock ritiene rialzista la prospettiva anche per l’azionario dei Paesi emergenti e della maggioranza dei Paesi asiatici. Opposto (underweight) il giudizio sul mercato giapponese e sull’azionario europeo.

“Il grande cambiamento intorno alle prospettive future consiste nell’aggiornamento del giudizio intorno agli asset di rischio nel loro complesso e nel prevedere il 2021 come un anno che si rivelerà molto costruttivo per [l’azionario]”, ha affermato Mike Pyle, chief investment strategist di BlackRock.

“Consideriamo il 2021 un anno davvero potente per la ripartenza, in termini di attività economica”, ha aggiunto l’analista, “ma anche un anno importante in cui vedremo le banche centrali mantenere i tassi di interesse entro un intervallo piuttosto ristretto”.

Blackrock, poco interesse sull’obbligazionario

BlackRock afferma di ritenere meno interessanti le prospettive del mercato obbligazionario nei prossimi mesi: come spesso avviene in altre analisi analoghe, è l’influenza delle politiche monetarie ultraespansive e dei tassi a zero a giustificare questa visione.

“L’opportunità strategica di detenere titoli di Stato nominali è sostanzialmente diminuita con rendimenti più vicini ai limiti inferiori”, ha affermato BlackRock “tassi d’interesse così bassi riducono la capacità che questa asset class potrebbe avere nel funzionare da bilanciamento contro le svendite del mercato azionario “.

“Preferiamo le obbligazioni indicizzate all’inflazione perché prevediamo rischi di un’inflazione più elevata nel medio termine”, ha scritto la società di investimenti guidata da Larry Fink, “da un punto di vista tattico, manteniamo la duration su un valore neutro poiché un adattamento politico senza precedenti sopprime i rendimenti”.