Bitcoin ancora in flessione, rischio caduta fino a 43.800 dollari

20 Aprile 2021, di Mariangela Tessa

Inizio di settimana in flessione per il Bitcoin, che continua la fase di discesa iniziata lo scorso fine settimana dopo la decisione della Turchia di mettere al bando le criptovalute e la notizia che il Tesoro Usa starebbe per aprire un’indagine per riciclaggio.

Questa mattina le quotazioni hanno bucato la soglia dei 55 dollari (-4% circa a segnano perdite intorno al 4% a $54,850.36, secondo Coindesk), dieci dollari sotto il record di 65mila dollari, toccato la scorsa settimana in concomitanza con il debutto stellare di Coinbase, la principale piattaforma di scambio di criptovalute, sul Nasdaq.

Al di là delle speculazioni, sembra che una correzione fosse largamente attesa sul mercato delle crypto currencies, che ha corso molto negli ultimi 6-8 mesi.

Quali sono le prospettive per la regina delle criptovalute?

Per Edoardo Fusco Femiano, market analyst di eToro:

“Il fake breaout sopra area $61.000 ha spinto il bitcoin verso un massimo in area $64.500, prima di un rapido drawdown fino al minimo recente di $51.500. La correzione sta proseguendo ed un retest di area $50.000 è lo scenario ad oggi più probabile. Sotto $50.000 il prossimo supporto sarebbe in area $43.800, dove passa il 61.8% di Fibonacci del rally che parte da area $10.000. L’indicatore Rsi è sceso sotto 40 per la prima volta dal settembre scorso, la volatilità resta in espansione e non vi sono segnali di frenata della correzione.
Tuttavia, il raggiungimento di alcuni supporti potrebbe essere molto rapido, ponendo le condizioni, in presenza di un segnale di inversione, di un’opportunità di ingresso a rialzo”.

Bitcoin, l’ombra delle indagini del Tesoro Usa

Intanto, secondo Bloomberg, il Dipartimento del Tesoro americano, guidato da Janet Yellen, sarebbe pronto inviare avvisi di garanzia ad alcuni grandi istituti finanziari per possibili reati connessi al riciclaggio di denaro.
Non è la prima volta che Janet Yellen si esprime negativamente rispetto al mercato delle criptovalute, che è nato spontaneamente e poco regolamentato, quindi si presta a compiere “illeciti”.