Bilal Erdogan accusato di riciclaggio in Italia

19 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

BOLOGNA (WSI) – Risulta iscritto nel registro degli indagati da parte della procura di Bologna un nome illustre nel panorama internazionale, Bilal Erdogan, figlio del leader turco, Recep Tayyip. L’accusa stando a quanto riferiscono le autorità giudiziarie sarebbe quella di riciclaggio.

Tutto è partito dall’esposto presentato da Murat Hakan Huzan, un imprenditore turco, fermo oppositore del governo di Erdogan, rifugiato oggi in Francia e rappresentato dall’avvocato Massimiliano Annetta del foro di Firenze, in cui si chiede alla procura bolognese di indagare secondo quanto riferiscono fonti antigovernative su una grossa somma di denaro, nell’ambito di un presunto progetto di fuga con cui Bilal Erdogan sarebbe arrivato in Italia lo scorso settemnbre. Proprio l’imprenditore turco Huzan si ritiene vittima con la sua famiglia di un accanimento politico e giudiziario da parte del primo ministro turco.

A Bologna il figlio del leader turco, si era trasferito con moglie e figli lo scorso autunno per frequentare un dottorato alla Jhons Hopkins University, iniziato nel 2007. Nel fascicolo affidato al Pubblico Ministero Manuela Cavallo, si menziona anche un’altra vicenda in cui sarebbe coinvolto il figlio di Erdogan, ossia l’episodio in cui Bilial si sarebbe presentato a Bologna con un folto contigente armato di guardie del corpo, a cui però sarebbe stato negato l’ingresso in Italia da parte della autorità ma in poche ore sarebbero stati consegnati passaporti diplomatici turchi.

Dopo la notizia dell’esposto, in lingua inglese e italiana, contro Bilial Erdogan, assistito dal legale Giovanni Trombini, sulle mura della Jhon Hopkins University sarebbero comparse scritte offensive come “Erdogan terrorista”. Proprio per questa frasi Erdogan avrebbe presentato querela per diffamazione.