Bernanke vs Greenspan: carenza di controlli sui subprime

2 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

La Fed ha le sue colpe, non avendo saputo prevedere la crisi subprime. Anticipare le crisi in generale e’ cosa comunque ardua. Ma sono le banche “troppo grandi per fallire” a costituire ancora un problema non irrilevante. Cosi’ il numero uno della banca centrale americana nel corso della sua audizione di fronte alla commissione di inchiesta del Congresso sulla crisi finanziaria.

“Se la crisi ha dato una lezione, è quella che il problema ‘too big to fail’ deve essere risolto” ha detto Bernanke. L’aiuto ai gigandi dell’industria finanziaria e’ stata “la migliore delle peggiori alternative”. A questo proposito una severa attuazione della nuova legge finanziaria Usa sarà cruciale: evitera’ che l’eventuale collasso di una banca o di una impresa di grosse dimensioni possa mettere a repentaglio l’intera economia.

“In caso di nuove crisi pochi stati accetteranno di pagare il prezzo di una devastazione della loro economia se il salvataggio (di un’impresa di importanza sistemica) potra’ essere realizzato a un costo inferiore”.

Bernanke ha ritracciato l’iter che ha portato all’attuale crisi finanziaria, criticando esplicitamente l’operato dell’istituto sotto la guida di Alan Greenspan anche se senza mai citarlo. “La Federal Reserve – ha detto Bernanke -e’ stata lenta a verificare gli abusi commessi sui mutui subprime”.

Molti sono stati i fattori di “vulnerabilita’”, fra cui “l’eccessiva dipendenza da prestiti a breve”, “carenze in materia di gestione del rischio”, “l’indebitamento eccessivo” di famiglie e aziende e “incertezze associate all’uso di strumenti derivati”.

La commissione di inchiesta indipendente sulla crisi finanziaria e’ stata creata nel maggio 2009 e deve raggiungere le sue conclusioni entro dicembre.