Berlusconi, solita solfa: “Non consegneremo l’Italia a Bersani, Di Pietro e Vendola”

7 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

“Non c’é nulla che ci impedisca” di reinserire la norma ‘salva-Fininvest’ nella manovra, “tanto ci sarà a breve una sentenza. Dopo, quindi, si potrà pensare a reinserirla in Parlamento perché non sarà più considerata una norma solo per la Fininvest o ad personam”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rispondendo alle domande nel corso della conferenza stampa di presentazione del libro di Scilipoti.
“Essendo una norma equilibrata – aggiunge il premier nel corso di una conferenza stampa per la presentazione del libro di Domenico Scilipoti – credo che possa essere reinserita nel corso dell’iter parlamentare”.

“La Fininvest si salva senza bisogno di alcuna norma”. Afferma il premier.

“Tremonti considerava quella norma sacrosanta e non ha ritenuto di portarla al voto del Consiglio dei ministri pensando che fossero tutti d’accordo ed io ne ho avuto la conferma perché ad esempio Calderoli che non la conosceva mi ha detto ‘perbacco se lo sapevo la potevo scrivere meglio’. Non c’é nessun giallo, appena ho visto le polemiche ho scritto una dichiarazione e ho ritenuto di farla togliere”.

CALDEROLI, MAI VISTA O LETTA NORMA – “Ribadisco, ancora una volta, di non aver mai né letto né visto la cosiddetta norma sul Lodo Mondadori e di aver appreso della sua esistenza soltanto dai lanci delle agenzie di stampa, la settimana successiva al Consiglio dei Ministri …”. Lo afferma il ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli.

OPPOSIZIONE CONTRO GOVERNO FUORI DA REGOLE – “L’opposizione in Italia non si rassegna, non riesce a giocare una partita all’interno delle regole democratiche, ma è pronta ad usare ogni mezzo per ostacolare il Governo, dalle manovre parlamentari alla strumentalizzazioni dei risultati dei referendum e delle elezioni amministrative”. Lo dice il premier Silvio Berlusconi intervenendo alla presentazione del libro di Domenico Scilipoti.

NOI RISPETTIAMO AVVERSARIO, DA SINISTRA ODIO – “Una delle differenze tra noi e la sinistra è che per noi l’avversario è avversario, lo contraddiciamo ma lo rispettiamo. Per loro è un nemico da distruggere e ridicolizzare e a volte anche da odiare”. “Nessuno meglio di me conosce le campagne di aggressione e nessuno come me è stato oggetto di una campagna denigratoria”

SU WELFARE SPIRITO SACRIFICIO CITTADINI – Per agganciare la crescità serve anche “lo spirito di sacrificio con cui i cittadini sono disposti alla revisione di un welfare obsoleto che per garantire tutti non garantisce chi ha davvero bisogno”.

NOI FINO A 2013 NONOSTANTE POTERI FORTI – “In Italia c’é una tentazione alla scorciatoia e al tatticismo che è irrinunciabile. Noi li deluderemo perché andremo avanti fino a fine legislatura e non consegneremo l’Italia a Bersani, Vendola, Di Pietro. Andremo avanti nonostante quello che si decide nei cosiddetti salotti dei poteri forti”.

OPPOSIZIONE STRUMENTALIZZA MANOVRA – “L’opposizione strumentalizza la manovra, i referendum e le elezioni amministrative. Non esiste in nessun altro paese europeo che se si perdono le elezioni di medio termine si chiede di andare a votare. Non è accaduto alla Merkel e nemmeno a Zapatero nonostante la debacle”

CRESCITA NON DIPENDE DA GOVERNO – “La crescita non dipende da noi, non dipende dal Governo: è un’illusione statalista della sinistra. A far crescere l’economia sono le imprese e chi nelle imprese ci lavora, è lo spirito di sacrificio con cui i cittadini sono disposti alla revisione di un welfare obsoleto e perché per garantire tutti non garantisce più nessuno”. Berlusconi aggiunge che per la crescita bisogna anche fare in modo che il sistema della giustizia sia più veloce e la burocrazia più snella: “tutte queste cose in parte dipendono anche da noi, e infatti stiamo lavorando con impegno, ma resto convinto del vecchio slogan ‘meno stato piu’ società”.

FAREMO RIFORME SENZA ALLENTARE CONTROLLO CONTI – “Completeremo la legislatura facendo le riforme necessarie per ridurre i costi della politica. Sono riforme che si possono fare senza allentare il controllo dei conti”. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa alla presentazione del libro di Domenico Scilipoti.

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“Siamo al governo, e ci resteremo fino alla fine della legislatura. Non consegneremo l’Italia a Bersani, Di Pietro e Vendola”. E’ quanto afferma il premier Silvio Berlusconi, durante la presentazione di un libro di Domenico Scilipoti. Il presidente del Consiglio asicura dunque la tenuta del governo, “nonostante i giornali, il fango che ci viene buttato addosso e quanto viene deciso nei salotti dei cosiddetti poteri forti”.

“Credo che nessuno mi possa contraddire se dico che nessuno come me è stato oggetto di tanta violenza denigratoria”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “Per noi – ha aggiunto il premier – l’avversario è un avversario”, “noi l’avversario lo contraddiciamo ma lo rispettiamo” e invece “per la sinistra è un nemico da ridicolizzare, disprezzare e qualche volta da odiare. Nessuno meglio di me conosce queste campagne di aggressione”.

“Questo Paese e’ strano, mi accusano di avere il controllo dell’informazione ma poi vengo massacrato dai mezzi di informazione”. Il premier si e’ detto anche vittima di una “gogna mediatica”.

“Con la Lega tutto ok, ma lo sapevo: non ero preoccupato”. Così Silvio Berlusconi, rispondendo a chi gli chiedeva dell’accordo con la Lega sulle missioni internazionali. Il premier fa mostra di ottimismo, a chi gli chiede se uno scoglio pericoloso per il governo siastato superato: “Ma non era pericoloso, era tutto a posto, non ero preoccupato”. Soddisfatto dunque il presidente del Consiglio dell’accordo: “Ridurremo di oltre duemila uomini i quasi diecimila militari che abbiamo impegnati all’estero”.

Non crede all’ipotesi di una maggioranza alternativa in questa legislatura il leader del Carroccio Umberto Bossi che, dopo aver lasciato Palazzo Chigi, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano di questa eventualità. “Ho i miei dubbi anche perché la sinistra non si è mai esposta. Ad ogni modo non c’è da fare pasticci e per fortuna c’è il governo Berlusconi. Comunque – ha concluso il leader del Carroccio – se si vuole qualcosa di differente bisogna cambiare la legge elettorale”. Interpellato poi sulle polemiche circa il cosiddetto lodo salva-Fininvest prima inserito e poi ritirato dalla manovra economica, il Senatùr si è limitato a dire: “La norma è stata ritirata”, accompagnando queste parole facendo il gesto delle spallucce.