BERLUSCONI: OLTRE IL LIMITE (SECONDA PARTE)

9 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Dopo l’articolo di Francesco Merlo, WSI continua a ricevere decine e decine di lettere. Pubblichiamo qui di seguito la seconda parte.

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Roberto Caminiti

Sono esterrefatto dalle reazioni “calcistiche” (di pura e cieca fede)
all’articolo pubblicato sul Corriere (e non scritto da qualche “comunista” di
WSI, che, è bene ricordare, pubblica anche articoli di segno contrario).

Premetto che se comunista significa non pensarla come il nostro beneamato Silvio
Berlusconi allora sono comunista fino al midollo. Se invece significa
anticapitalismo sovietico allora non lo sono affatto. Eviterei di cadere nel
trappolone che il beneamato ha teso all’attuale opposizione, poco accorta, e
agli italiani (piuttosto distratti, purtroppo) sulla simbiosi tra sinistra e
comunismo (due cose, oggi, completamente diverse). Chi parla di comunismo per
attaccare chi la pensa diversamente dimostra solo di non saper “vedere” ciò che
sta accadendo in Italia e di non avere altra argomentazione oltre a quella
imbeccata dai media di massa compiacenti.

Sono stupito di come si creda ancora al comunismo e di come non ci si accorga
che l’Italia degli anni 90 sia in realtà cresciuta e diventata più ricca, di
come si è convinti che il “comunismo” dell’Ulivo porterebbe l’Italia all’uscita
dal sistema capitalistico, alla rovina, alla miseria, alle code per il pane con
la tessera e magari a costringere il popolo a ospitare qualche albanese a casa
propria! ma andiamo, sapete cos’è il comunismo? anche se Bertinotti, non
D’Alema, avesse potere assoluto, Dio ce ne scampi, non riuscirebbe mai a fare
quel che paventa il nostro beneamato.

Sono stupito di come si parla di Berlusconi quale mente eccelsa che ha costruito
un impero dal nulla nonchè salvatore della Patria, senza rendersi conto che non
possiede la testa per fare tutto quello che ha fatto, che in realtà le teste
sono altre (più di una, Berlusconi al limite è solo una di queste). Ma si
pensa davvero che faccia tutto lui da solo, che sia lui la mente del grande
disegno che riguarda l’Italia, dalla scesa in campo in politica alla
delegittimazione della magistratura, allo smantellamento dello stato sociale,
alla delegittimazione degli avversari politici (vedi l’incredibile, per chi vede
e non per chi ha fede, caso di Telekom Serbia), alle clamorose bugie dette in
campagna elettorale, alla preoccupante difesa delle forze dell’ordine oltre il
legittimo buon senso e senza il minimo senso di giustizia, al populismo e al
legame diretto, senza cioè passare da strutture partitiche o altri
“intermediari”, col popolo (più facilmente manovrabile, come dimostra il tono
di molte reazioni all’articolo di Merlo), etc… etc…? E’ possibile che il
fatto, accertato, che fosse iscritto alla loggia P2, che certamente ancora
esiste magari con altro nome, non dica nulla e non allarmi neanche un minimo?
Fantapolitica? Può darsi, ma non ci scommetterei sopra il nostro futuro…

Ma ciò che mi ha maggiormente stupito delle reazioni all’articolo di Merlo è
la strenua difesa di Silvio Berlusconi anche di fronte alla sua sempre più
evidente mancanza d’intelligenza politica, di idee e progetti concreti per
l’Italia di tutti noi (non si parli del ponte sullo stretto, tanto inutile
quanto dannoso, va a vantaggio dei grandi appalti mafiosi della Sicilia e non
dei comuni cittadini d’Italia, è solo l’esempio più lampante della
lungimiranza di questo governo che punta solo a colpi di grande effetto e ad
ingrassare le tasche di chi in qualche modo è in affari con Berlusconi),
l’estrema superficialità delle argomentazioni a sostegno delle tesi difensive,
il non accettare che qualcuno possa anche solo minimamente obiettare una
qualsiasi cosa su Berlusconi e il suo operato, la ricerca estenuante di qualcosa
di positivo del suo operato, dalla costruzione del suo impero, che,
dimenticanza, oberato dai debiti e verso il fallimento è stato salvato dal Sig.
Tatò, alla, addirittura, patente a punti (altro esempio di colpo ad effetto: i
morti sono diminuiti per i maggiori controlli sulle strade, facendo rispettare
leggi che già c’erano e non per la patente a punti; i punti della patente si
possono a quanto pare comprare, l’esame è solo una tassa da pagare; volete
però mettere l’effetto della patente a punti creata dal governo che dimostra
quindi di avere idee etc… etc…?).

Mi domando cosa deve ancora accadere in Italia perchè gli elettori di
Berlusconi comprendano i suoi veri obiettivi e che tali obiettivi mal si
conciliano coi nostri (un Paese migliore). Forse è bene che il governo
Berlusconi resti in carica fino alla fine: i detrattori di Silvio Berlusconi non
saranno contenti di vedergliela vinta (eviterà la giustizia per i reati
commessi (peccatucci quali falso in bilancio, corruzione, frode fiscale…), non
si indagherà più sui suoi rapporti con la Mafia (del resto mica usa la lupara,
è stato accusato solo di riciclare il denaro, cosette)) ma in compenso il
degrado etico e morale (etico? morale? machissenefrega? l’importante è
mangiare, divertirsi e guadagnare miliardi in borsa!) del Paese, e probabilmente
anche quello economico, arriveranno a tal punto che gli elettori di Silvio
Berlusconi forse, forse, cambieranno idea. Con la speranza che non sia troppo
tardi e che questo sacrificio sia un passo necessario per la crescita di questo
nostro grande Paese (di storia, di cultura come è stato sottolineato, e che
deve essere in mano a chi conosce la storia, ha cultura e un indirizzo, e non a
chi fa e parla come si parla al bar).

Se le elezioni del 2001 sono state una grande prova di maturità democratica e
liberale per noi italiani, prova purtroppo clamorosamente fallita (il potere
mediatico di Berlusconi unito ai suoi attacchi poco corretti agli avversari non
sono bastati per far comprendere il pericolo di una egemonia berlusconiana in
Italia, pericolo palpabile e visibile tutti i giorni in tv), le elezioni del
2006 saranno invece una prova d’intelligenza: intelligenza sociale, per carità,
Leonardo ed Einstein potrebbero votare Forza Italia, dove intelligenza viene dal
latino intelligere che vuol dire “capire”, intelligente è fondamentalmente una
persona che capisce. Ecco, voglio sperare, sono anzi sicuro, che noi italiani
dimostreremo, nel 2006, di essere, nell’accezione che ho detto, un popolo
(socialmente) “intelligente”. E che quindi avremo capito l’importanza di essere
governati da persone serie che “dicono” invece di “parlare”, che fanno fatti e
non chiacchere, che non accusano gli altri di quello che invece fanno loro, che
non rettificano in continuazione quello che dicono il giorno prima (questa
stampa che non capisce mai alla prima…), che mirano al bene dell’Italia intera
perchè è solo così che il Paese cresce, che non puntano a delegittimare gli
altri poteri dello stato e gli avversari per conquistare il potere assoluto, che
non fanno stupide accuse di comunismo a chi non la pensa come loro, che facciano
sentire un parere diverso da quello che sento al bar, che siano una guida e non
che gridino quel che raccomandano i sondaggi, che si assumano le responsabilità
che gli italiani danno loro col voto invece di accusare i governi precedenti per
i loro fallimenti, che diano messaggi seri per ottenere i voti invece di
affidarsi a nomi di partito ridicoli (siamo governati da uno slogan calcistico,
da un inno alla secessione e da un partito il cui nome in italiano non vuol dire
niente: ma cosa vuol dire Alleanza Nazionale? mah…).

Il fattore “B” (Berlusconi, Bossi, Buttiglione, Bertinotti, Bush, Blair) sta
provocando guasti in Italia e nel mondo, per rendersene conto basta provare a
“vedere” e “sentire” invece di limitarsi a “guardare” ed “ascoltare”. Noi
possiamo fare qualcosa per migliorare la situazione e poterci così dedicare con
più serenità alla “B” che c’interessa di più (la Borsa), ma occorrono buon
senso, coraggio (di cambiare idea) e razionalità (invece di fede) nelle urne.

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Guglielmo Russo, Ingegnere

Spettabile Redazione,
personalmente ho apprezzato l’articolo di F. Merlo
e la vostra scelta di pubblicarlo.
Cio’ che invece mi ha profondamente turbato e’
leggere tanti commenti offensivi verso il suddetto
giornalista, quasi si fosse macchiato di un reato di
lesa maesta’.
Il commento all’articolo in questione e’ spesso diventato
il pretesto per esprimere volgari giudizi sugli elettori
del centro sinistra, velocemente apostrofati come “una brutta
razza” o addirittura degli incalliti scansafatiche.

Qualcuno
si e’ anche cimentato nella non semplice operazione
di stilare statistiche dalle quali emergerebbe,
in maniera inequivocabile, che gli elettori del centro
destra appartengono a “ceti culturalmente e/o
economicamente superiori”.
Ebbene, credo che il danno maggiore che il signor B.
sta producendo (oltre a quelli economici, di immagine
del paese, di stravolgimento dell’assetto giuridico),
e’ nel tessuto sociale.

Mister B. rappresenta, a mio avviso, la sintesi dei
peggiori vizi degli italiani e per questo, da molti
visto come un idolo.
Personalmente mi auguro che si avveri cio’ che il
grande Montanelli diceva cioe’ che la parte sana del paese
sviluppi gli anticorpi al berlusconismo.

Saluti

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Guadalberto Bavecca, impiegato

Sono esterrefatto dall’uso che di un articolo viene fatto e soprattutto per
l’effetto eco che il sito WSI intende propagare fra i visitatori/lettori. Vorrei
che gli italiani fossero piu’ maturi e che interpretassero i fatti del presente in
chiave storica.

Guardiamo agli ultimi 10-15 anni sintetizzando all’estremo per
capire se ci conviene o meno l’attuale Governo.
Il PSI di Craxi ha di fatto messo in crisi il PCI ostacolandolo in tutti i modi.
Nel 1989 e’ sopraggiunto l’inizio della crisi dell’impero dell’URSS ed il
tradizionale partito di riferimento e di fede comunista ha dovuto “ritracciare”
reiventando con la cosiddetta “Cosa” di Occhetto il volto umano e di governo
della nuova sinistra. Nel frattempo alcuni magistrati, di concerto con altri,
hanno deciso di indagare su alcuni politici al fine di creare lo spazio fisico
ed etico per la vittoria delle sinistre alle elezioni del 1994. A rompere le
uova nel paniere e’ sopraggiunto l’On. Berlusconi con Forza Italia.

Successivamente si sono sovvertite le regole elettorali facendo assurgere al
comando del paese la coalizione che di fatto era la minoranza: queste cose
possono accadere solo in Italia! Di fatto i citaddini, nelle elezioni politiche
successive, hanno dimostrato tutta l’indignazione per tali manovre premiando chi
piu’ godeva di prestigio per serieta’ e affidabilita’. Certo, le affermazioni
dell’On. Berlusconi sono proprie di un capitano d’azienda anziche’ di un politico
di professione.

L’excursus storico aiuta a capire questo: Berlusconi e’ stato
per ben 50 anni un imprenditore e solo da dieci anni a questa parte si presta
alla politica; di conseguenza dice quel che pensa e cio’ dovrebbe, dopotutto,
infondere fiducia nei cittadini. Chi meglio di un imprenditore puo’ curare gli
interessi dell’Italia e degli italiani contro l’agguerrita concorrenza di altri
paesi? Chi meglio di un lavoratore puo’ lavorare per l’Italia? Se poi l’istinto
campanilistico e autolesionista, tipico degli italiani, avra’ il sopravvento
alle prossime elezioni politiche, questo e’ da valutare con il metro storico. I
bilanci vanno fatti sempre a conclusione di un ciclo!

Cordiali saluti

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lettera firmata, libero professionista

Spett.le redazione WSI,

ringraziandovi per lo spazio concesso desidero esprimere tutto il rammarico che
un giovane elettore come il sottoscritto (di anni 31) puo’ provare a fronte di
una “condotta” politica così imbarazzante. Mi riferisco ovviamente alla
novelas che da tempo canali TV e carta stampata ci propinano… Sembra che il
FORMAT dei vari GRANDE FRATELLO ed OPERAZIONE TRIONFO, colgano spunto dalla
nostra classe politica.

Oggi (o forse da tanto tempo) percepire, identificare, cogliere un ideale nei
pensieri o nelle opere della politica tutta, non è cosa facile.
Ogni occasione è propizia per denigrare, infangare, insultare… Non esiste
rispetto per i vivi, figuriamoci per i morti…
Ogni occasione è buona per dire cosa non va, mai per dire come andrebbe o come
si vorrebbe fatta.
Ogni occasione è lecita per scagliare la prima pietra.

Sembra quasi di sentirli, con i loro segretari, con i loro portaborse, con i
loro redattori…
Lui dice questo di me???… Bene… allora scriviamo questo di lui…
Loro pensano questo di me??? Bene… allora raccontiamo questo di loro.
SCUSATE SIGNORI MA…. se avete finito(?!)…. c’è un paese che vi guarda e ride
perchè non ha più lacrime per piangere.

P.S. WSI sei grande!!

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Angelo De Martino, libero professionista

questo è un appello: prendetevi una bella camomilla, siete
tutti, indistintamente, insopporttabili. Siete solo capaci di
offendere, denigrare, ingiuriare gli altri, destra o sinistra che sia.
Una cosa sola è certa, Berlusconi è stato votato dalla maggioranza degli
italiani adesso teniamocelo fino alla fine del suo mandato, poi si trarranno le
conclusioni.

PS: ogni tanto guardate dentro di voi, e meditate.

PS2: il vostro sito è fatto molto bene ma se lo arricchiste con più articoli
sarebbe il top.

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Salvatore Spallina, insegnante

Merlo non ha bisogno di essere difeso. E’ un uomo libero e un giornalista che
scrive quello che pensa. Fa bene il suo mestiere, quello che serve in un paese
libero. In genere Merlo non è tenero con la politica, si limita a mettere a
nudo quegli atteggiamenti che si allontanano troppo dalla realtà e da una
verità dettata dal buon senso.

Dalla lettura degli altri contributi salta subito agli occhi e alla mente una
debole cultura politica e una ancor più debole consapevolezza del valore delle
istituzioni, perché se è vero, ed è vero, che Berlusconi dice “quello che
pensa la gente” (è una dichiarazione di oggi), i suoi errori pesano il doppio,
non potendo egli rivestire i doppi e “comodi” panni del cittadino qualunque,
quando gli fa comodo e dell’uomo “prestato alla politica”, che usa
la (stessa) politica quando gli è utile. In genere la gente i cui pensieri (presuntuosamente) il presidente del consiglio
pensa di interpretare, può solo svolgere il primo dei ruoli di cui sopra.

Le cose da dire sull’uomo e sul politico sarebbero ancora tante, ma non è né
il luogo, né il momento.
Un’ultima battuta su Montanelli. Francesco Merlo, a proposito, si è limitato a
dire che è soprattutto un fatto di stile, di un certo stile, quello di lasciare
in pace i morti e non mettere loro in bocca frasi o parole che non possono esser
né confermate né smentite. Nulla di più a parte di sentire la mancanza di una
abbondante dose di saggezza.

Saluti

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Fabrizio Grazi, Libero professionista

Per quanto riguarda Biagi, secondo me Berlusconi ha ragione: Biagi invidia
tutti e più di tutti invidiava Montanelli.
Mentre avendo conosciuto e frequentato Montanelli per diversi anni fino alla sua
uscita da Il Giornale, posso testimoniarvi che su di lui Berlusconi sbaglia:
Montanelli non iniziò a dargli contro per invidia, ma semplicemente per rancore
personale (tutto il rancore che i toscani riescono a covare).

Finchè Berlusconi si limitò a ripianare
i bilanci del quotidiano (che non era in pareggio come diceva il Direttore),
8, 9, 10 miliardi all’anno, fu un “grande editore” , basta andare a leggere gli
articoli che Indro scrisse a riguardo. Finchè lasciava che Il Giornale, sempre
schieratissimo (ricordate il “turatevi il naso” del ’76 ?), facesse campagna
per Mariotto Segni e il Patto per l’Italia (io stesso da via Negri uscivo per
organizzare i “tavoli” della campagna refendaria), soprattutto tramite il
condirettore Federico Orlando (che sarà eletto con l’Ulivo nel ’96), tutto
bene.

Un bel giorno, tuttavia, Mariotto rifiutò l’offerta di essere lui il candidato
premier di quelli che poi, inaspettatamete, vinsero. Berlusconi chiese a Il
Giornale di appoggiarlo e ricevette un rifiuto:
“Mariotto sì, Tu no”.
Montanelli, convinto che tutti lo seguiranno se ne va a La Voce, che, badate
bene, non fonda lui: era già “stranamente” pronto da un mese, con la sua sede a
100 metri da via Negri, in via Dante.
Molti giornalisti lo seguono, ma non gli “storici”, i nuovi, fra gli altri:
Severgnini che già scrive di Italia sull’Economist, rinuncia al prestigioso
incarico di corrispondente dagli Stati Uniti, Marco Travaglio invece rinuncia…
all’incarico di redattore …. sportivo.
Purtroppo, per loro, i lettori rimangono.
Montanelli non avrebbe mai più perdonato a Berlusconi di avergli sfilato il
“suo” Giornale, Severgnini ancora non gli perdona di avergli tarpato la
carriera, mentre Travaglio, segretamente, non ha mai smesso di dedicargli la
preghiera della sera.

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Francesco Larosa, dipendente pubblica amministrazione

Premetto che mi congratulo con la vostra redazione per la pubblicazione
dell’articolo in questione che in gran parte condivido. D’altra parte ho letto
in altre occasioni articoli tratti dal “Foglio” o altri giornali vicini a
Berlusconi.

Vorrei dare la mia personale interpretazione di quanto ha dichiarato Berlusconi.
Egli non ha fatto altro che affermare, basandosi sui propri “principi”, una
semplice verità e cioè che in questa Italia “patrimonio e potere” si ottengono
solo rubando, riclicando denaro della mafia, investendo i soldi delle tangenti
di Craxi e possibilmente i soldi del Vaticano che il povero Marcincus aveva
quasi distrutto. E’ un vero pazzo colui che, invece, vorrebbe arricchirsi
rispettando le leggi nonchè i principi di onestà e correttezza.

Ora, chi ha abbracciato questi “principi” non farà altro che lodare il
Presidente, chi, invece, tende con estrema difficoltà a mantenere nella vita
quel minimo di onestà e correttezza (sono del parere che non sia molto facile)
non potrà che vedere in Berlusconi un essere ignobile. Spero che alle prossime
elezioni quella parte degli elettori di centrodestra che conservano ancora i
suddetti principi di onestà rammentino queste parole del loro Presidente e si
comportino di conseguenza.

Non voglio che arrivino a votare per il centrosinistra rinunciando alla loro
ideologia, ma speriamo che mandino a quel paese l’attuale Presidente e scelgano
(se possono) un altro leader.

Distinti saluti

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Simone Garavini

Vorrei chiedere a tutti coloro che accusano e denigrano Berlusconi come
reagirebbero se per 10 anni la magistratutra vi accusasse pubblicamente vi
processasse senza mai arrivare ad una sentenza che vi accusa e quindi
ricominciasse a cercare prove che non ci sono per potervi accusare ancora.
Ci sono persone nelle carceri italiane “innocenti”, il tutto perche’ il
magistrato di turno voleva mettersi in luce.
Vi richiedo come reagireste?
Vorrei dire anche che la signora Bocassini (rimasta sola nel combattere
Berlusconi) ha visto i suoi compari, Di Pietro, Colombo, Borrelli, D’Ambrosio,
hanno fatto tutti carriera, chi in magistratura chi in politica chissa’ come
mai!!!!

Io credo che finche’ una persona non venga accusata con prove certe, non si deve
sapere che è accusato di qualcosa, chiudo dicendo che i Compagni Comunisti è
ora che deplorino tutti i casini che fanno i no global, i girotondini, che sono
la vera rovina dell’italia.

Grazie di farci dire la nostra.

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Fedele Lauria, perito elettronico

carissimi trader e lettori del sito.

ancora una volta dimostrate di non capire niente.
Il sig. Berlusconi con le sue affermazioni ha ribadito e sancito norme
democratiche fondamentali
ed è verissimo quello che ha detto e se non credete, provate ha fare una querela
presso la procura su cose logiche democratiche e semplici,
oppure fate un esposto presso un tribunale oppure
affrontate una causa civile e dopo ne riparleremo ben volentieri insieme.

Con i
vostri giudizi avventati dimostate di scrivere e di parlare senza fondamento e
esperienza e conoscenza, poiche’ se aveste vissuto qualsiasi esperienza con quella razza capireste chiaramente cosa vuole esprimere
il Sig. Berlusconi che ha affrontato la propria
esistenza sulle sue spalle e non sulle spalle degli altri fannulloni e scansafatiche. Ma provate ad andare in qualsiasi tribunale della
repubblica delle Banane Italiana, uffici di Presidenti di
tribunali, Procuratori, Giudici, palesamente corrotti
fannuloni incompetenti in materia di diritto ed
estremamente malati ed arroganti e presuntuosi
che non rendono un buon servizio alla collettivita che li mantiene in Vita, ma
anzi ne arrecano danno creando i presuposti per una poverta’ sempre piu’
diffusa. Saro’ molto lieto per chi non la pensa cosi’ di chiarirgli le cose ma non
in un modo demagogico ma reale con documenti.

Saluti

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Claudio Fantuzzi, agente

Penso che occorra abbassare i toni e che la sinistra la smetta di prestare il
fianco chiosando su ogni frase che viene espressa; non se ne sono accorti che
forse è tutto voluto per parlare di altro, evitare di essere trascinati su
fatti inconcludenti. Attenzione alle leggi, informare l’opinione pubblica di
ciò che accade e delle conseguenze politiche. Il venditore vuole che si parli
di se’ nel bene e nel male, l’importante è parlarne, diventa pubblicità
gratuita e se anche dovesse dire qualcosa di sgradevole, indecoroso, fuori luogo
politicamente la sua truppa sarà pronta alla difesa.

A suo tempo Indro Montanelli disse che era stato un errore non farlo governare,
non si aveva avuto la possibilità di capire che persone fosse.
Montanelli non era certo di sinistra.

Saluti

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Ascanio Giuntini, geometra

sport nazionale della sinistra: offendere Berlusconi tutti i giorni. Risultato
tanti in piazza e pochi voti nelle urne, come diceva Togliatti. Credete che
Merlo non lo sappia? lo sa… lo sa… A LUI BASTA CREARE UN CASO, E IL CORRIERE
LO PAGA PROFUMATAMENTE PER I LETTORI CHE AGGANCIA!!

Altro che antiberlusconiano!! lui ci marcia con Berlusconi, altrimenti prima
chi lo conosceva se non i pochi addetti ai lavori. Chedetelo a chi vi ha scritto
di citare almeno un libro o un articolo del suddetto signor Merlo e vediamo se
lo conoscono. Anche Wall Street Italia ci marcia, che credete!!
Solo qualche idiota sentimentale ancora crede che Wall Street Italia lo faccia per puro
giornalismo, lo fa perchè aggancia più contatti, e più soldi.

Comunque andiamo ai fatti.

Governo Berlusconi, leggi fatte:

– legge Tremonti, la più importante, perchè ha permesso di trainare l’economia
molto più di altri paesi, vedi Francia e Germania, con il rapporto PIL /deficit
al 4% e al limite di essere multate e buttate fuori dall’euro. (guarda caso
hanno due governi socialisti).

– riforma della scuola, dove nemmeno i sindacati più agguerriti hanno avuto il
coraggio di fare scioperi perchè fatta bene;

– allargamento delle pensioni a un milione al mese minimo per tutti (i sindacati
facevano gli gnorri e dicevano ai pensionati di non fare la domanda tanto era
una fregatura);

– riforma del codice della strada, con diminuzione notevole di morti;

– condono fiscale, che ha permesso di incamerare una montagna di soldi anche da
chi le tasse non le aveva mai pagate e sicuramente non le avrebbe comunque
pagate;

– legge sulla riforma degli adempimenti fiscali delle imprese, eliminando una
montagna di lacci e laccioli amministrativi allo sviluppo delle imprese;

– legge Cirami, che ci ha portati al livello di normativa europea, il cui
beneficio lo conoscono bene solo gli addetti ai lavori, non il popolino
ignorante (a proposito, il tanto sbandierato referendum proposto dalla sinistra,
che fine ha fatto?).

– legge sulla TV (per la sinistra idem come sopra).

Ricordatevi sempre che per entrare in Europa la sinistra non seppe fare di
meglio che una notte aprirci il borsello e prelevare dai nostri risparmi una
bella tassa. E questo sarebbe il modello di sviluppo da loro proposto. Tutti i
presunti imprenditori (forse) e i presunti professionisti (forse) che vi hanno
scritto hanno approfitatto delle leggi del sig. Berlusconi, però non lo dicono.

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Alberto Azzadri, consulente

Salve gentile redazione di Wallstreetitalia,
vi ringrazio per la pubblicazione dell’articolo
di Merlo che avevo gia’ casualmente letto sul
Corriere.
Sono sostanzialmente d’accordo con Merlo, e’
oramai difficile distinguere nel nostro premier
il politico dall’affarista dal clown (come
dimenticare le corna?).

Non voglio creare flames con chi si considera
di reddito e cultura superiore (secondo un intervento su questo forum, queste
sono
direttamente proporzionali al voto a destra: passi
per il portafoglio, ma con la cultura questa
destra non ha proprio nulla a che fare).

Vorrei solo contestare quanto scritto dal signor
Giuntini, in particolare i fatti seguenti:

– La legge Tremonti non ha certo fatto ripartire
l’economia (almeno quella italiana, presumo la
stessa cui si riferisce l’intervento), anzi
secondo i dati macroeconomici dell’ISTAT
l’italia e’ in “recessione tecnica”.

– Francia e Germania hanno rapporti deficit/PIL
oltre il 3%, vero, ma anche l’Italia nel
tendenziale. Solo che grazie alle mitiche
“una tantum” di Tremonti (Condoni fiscali, le
assurde cartolarizzazioni in cui si vende la
casa per migliorare il conto economico,
swap lungo/breve sul debito, il
prossimo condono edilizio e chissa’ cos’altro)
si e’ tirato a campare per due anni fino ad
oggi. Altri paesi non hanno utilizzato queste
misure evitando di barare, ma noi siamo messi
esattamente nella stessa situazione. Vedere
la prossima finanziaria e le stime di
confindustria uscite oggi per credere.

– la riforma scolastica ha avuto una serie di
scioperi paralizzante l’anno scorso, con la
Moratti ultra-contestata da docenti e studenti.
In particolare al tempo degli “Stati Generali”
della scuola, da cui gli studenti furono
tenuti ben fuori. E immagino che quest’anno
le cose non miglioreranno facilmente.

– l’allargamento della pensione minima ad un
milione e’ stato effettivo solo per meno di
un terzo dei pensionati (si vada a leggere il
testo della legge: e’ richiesta un’eta’ minima
di 70 anni senza contributi versati o piu’
bassa con almeno 5 anni versati, piu’ altri
casi particolari). Ci sono limiti di reddito
(proprio o coniugale) che rendono impossibile
usufruire di questo aumento per entrambi i
coniugi pensionati al minimo. Infatti il
reddito di uno si somma a quello dell’altro.
La mancata restituzione del fiscal drag (chi
si ricorda dell’inflazione?). Rende infine non
conveniente per molti pensionati l’aumento,
almeno in termini fiscali.

– la riforma del codice della strada e’ in se’
alquanto banale: la patente a punti e’ un
concetto noto da tempo in europa. La notevole
(e speriamo non fugace) riduzione dei sinistri
ha sopreso persino l’attuale governo oltre
che le assicurazioni. Verifichiamo prima la
tenuta di questo risultato prima di darlo
come definitivo. Rimane comunque un punto a
favore.

– il condono fiscale e’ una politica rovinosa
in cui si premia chi non paga le tasse e
comporta un’evasione sempre piu’ diffusa.
E lo stato ci rimette immensamente appena
finisce l’anno del condono (Louis XV: “Dopo
di me il diluvio?” dice nulla?). Il fatto che
le stesse aziende del premier abbiano
sottoscritto il condono fiscale dimostra che
a quanto pare c’era anche un interesse
economico da parte di chi “le tasse non le ha
mai pagate”.

– sulla “legge sulla riforma degli adempimenti
fiscali delle imprese” non mi risulta che ci
siano stati grandi passi avanti negli ultimi
3 anni. Dimentico qualcosa?

– la legge Cirami non e’ stata fatta per normativa europea (quale?) ma per interessi ben precisi
e sostanzialmente dichiarati del premier e dei
suoi compari. L’ha ammesso anche lo stesso
Berlusconi: “Ma se a mio favore ho fatto solo
tre leggi su trecento!”

– la legge sulla TV, redatta da persone con
interessi in Mediaset e per un premier che ne
e’ il maggiore azionista, ha “da farsi”
altrimenti la stessa azienda non puo’
crescere ancora, e per dribblare la sentenza
della Consulta che dispone il trasferimento su
satellite di ReteQuattro entro dicembre.

Mancano in realta’ altre chicche quali la riforma
societaria con sostanziale abolizione del falso
in bilancio, abolizione della tassa di successione
per i miliardari, la riforma del trattato italo
svizzero (bocciato dagli elvetici) con tentativo
di blocco delle rogatorie.

Per il resto, a quanto mi risulta, il governo
non ha combinato assolutamente nulla, e a questo
punto per fortuna!

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K.V., Avvocato

Leggo accuse a WSI che è stata bollata come “rossa” per il fatto che riportate
articoli con commenti di altri giornali.
Sinceramente mi siete simpatici, non vi percepisco come politicamente orientati,
penso che il confronto civile, anche su posizioni diverse, dovrebbe sempre
rimanere civile. Spiace vedere che tutto si riduce all’odio per motivi politici.
Avete un sito molto bello, e i vostri servizi economici mi piacciono molto.
Continuate a lavorare così.

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C.T., fisico, imprenditore

Alcune riflessioni:

– il Berlusconi è semplicemente quello che la grande maggioranza degli italiani
vuole in questo determinato periodo storico perché, in una forma o nell’altra
ci rappresenta (con le furberie, le battute da Bar Sport, il dileggio per la
cultura, per la stampa [chi la legge?], le spintarelle, le mazzette, ecc.) anzi
è un modello da emulare;

– nel passato prossimo il paese si sentiva rappresentato dalla DC e dai suoi
alleati, con il cemento ideologico della Chiesa ma i risultati non mi sembravano
molto migliori;

– nel passato remoto il paese si sentiva rappresentato da Mussolini che in
quanto a macchietta non scherzava(a questo proposito vi consiglio di vedere la
riedizione de “Il grande dittatore” di Chaplin per valutare i parallelismi tra
Mussolini e Berlusconi);

– non serve a molto la campagna della sinistra che cerca di evidenziare il
compartamento del Berlusca, è quello che la maggiorparte dei suoi elettori (lo
zoccolo duro) vuole;

– dobbiamo sperare in una rivoluzione culturale italiana che ci permetta di
apprezzare uno Chirac o un Blair o uno dei tanti governanti di destra o di
sinistra del nord europa e non le macchiette ed i clown televisivi.

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Sandro Alfano, Promotore finanziario

Salute a tutti.

Complimenti a Wall Street Italia per il tempestivo servizio di informazioni che
fornisce il sito, in merito al quale vi prego di continuare a pubblicare
articoli anche di argomenti extra finanziari, ma che influenzano la vita di
tutti noi.

Non ho votato Berlusconi, le mie opinioni si riconoscono in posizioni
vicine al centro sinistra, ma reputo un grosso problema per l’Italia che il
centro destra non riesca ad esprimere un leader diverso dall’attuale Presidente
del Consiglio. Perchè? Avere due alternative è sempre meglio che averne una!!!

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