“Bce non ignori risultato elezioni Italia”

7 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

Roma (WSI) – Ora la Banca centrale europea ha un altro grande compito. Accanto a quello di stabilire le politiche monetarie da adottare per sostenere la ripresa dell’economia dell’Eurozona – politiche che si rifiuta di adottare, almeno sul fronte del quantitative easing, se la paragoniamo con quanto stanno facendo la Bank of Japan e la Fed – , ora la Bce deve decidere anche quanto è grave la situazione italiana per l’Europa.

“The Europen Central Bank has to decide how big a threat Italy poses to Europe’s recovery”, scrive senza mezzi termini il sito Bloomberg, in un contesto in cui l’Europa è impantanata nella recessione, con la disoccupazione che aumenta creando uno stridente contrasto con quanto avviene negli Usa, che invece grazie – o secondo alcuni per colpa – alla Fed riesce a segnare una crescita, seppur non ancora del tutto convincente.

Oggi alle 13,45 la Bce annuncerà la sua decisione sul costo del denaro, sulla scia di quanto ha fatto questa mattina la Banca del Giappone. La maggior parte degli analisti non prevede variazioni rispetto ai livelli attuali dei tassi di interesse: il principale tasso ufficiale di rifinanziamento nell’area è al minimo storico dello 0,75 per cento.

Tuttavia come notano gli esperti di Morgan Stanley Mario Draghi dovrà tenere conto bene delle prospettive economiche.

L’esito delle elezioni italiane hanno complicato il quadro. “L’Italia è la terza maggiore economia dell’area euro, il terzo mercato obbligazionario più grande del mondo”, ricorda il broker. “E’ quindi troppo grande per essere ignorato, e se la sua situazione politica si deteriorasse in modo significativo, potrebbe avere conseguenze al di là della zona euro“.

Tuttavia, aggiungono gli analisti americani, “il messaggio che ha lanciato l’elettorato italiano è anche una segnale che non può essere ignorato: è un richiamo alla crescita (e dunque contro l’austerity). La Bce dovrebbe ascoltarlo”.

Il broker è convinto che il tasso di cambio sia sopravvalutato e che una svalutazione potrebbe diventare la chiave per la crescita dei Periferici. Morgan Stanley ha indicato a 1,19 dollari il cambio euro/ dollaro necessario per rimettere l’Italia sulla strada della ripresa.

Barclays ritiene plausibile un ulteriore taglio di 25 punti percentuali, soprattutto se Francoforte rivedrà al ribasso le stime sul Pil 2013, che solo tre mesi fa indicava tra un meno 0,9 per cento e un più 0,3 per cento. E ancora Richard Barwell, senior economist di Royal Bank of Scotland sostiene che le elezioni italiane abbiano avuto una forza centrifuga che ha messo in evidenza ancora una volta le disfunzioni del sistema politico della zona euro, ma un taglio dei tassi – avverte – non è la risposta. “La Bce non può salvare i governi e i Paesi che non vogliono salvarsi da soli”.