Bankitalia: conti correnti sempre più cari, costi si impennano nel 2018

23 Settembre 2019, di Mariangela Tessa

Impennata del costo del conto corrente bancario. Nel 2018 la spesa per la gestione di un conto corrente è cresciuta di 7,5 euro rispetto all’anno precedente, attestandosi a 86,9 euro. Lo mette in evidenza un’indagine della Banca d’Italia secondo cui si tratta del terzo aumento di fila, in netta accelerazione rispetto al 2017 (1,8 euro) e al 2016 (1,1). Variazioni di ampiezza analoga, ma di segno opposto, si sono verificate nel 2015 (-5,8 euro) e nel 2013 (-6,9 euro). Restano invece invariate le spese per i conti online, ferme a 15,5 euro.

Dietro il rialzo dei prezzi, secondo l’istituto di via Nazionale, c’è prima di tutto “l’aumento dei canoni di base e dei canoni delle carte di debito”. Ma non solo. Per Banca d’Italia

“ha contribuito in modo significativo anche la crescita congiunta del numero di operazioni e delle corrispondenti commissioni applicate sui pagamenti automatici, sulle spese di scritturazione e sui bonifici online (questi ultimi sono rimasti comunque su livelli significativamente più bassi dei bonifici effettuati presso gli sportelli)”.

Per i conti collegati a contratti di apertura di credito in conto corrente, nota l’indagine,

“la commissione per la messa a disposizione dei fondi (MDF), pari all’1,7% del credito accordato, è rimasta in linea con gli anni precedenti (1,6%); anche le commissioni unitarie di istruttoria veloce (CIV), applicate sugli sconfinamenti, sono rimaste sostanzialmente invariate. Per i conti privi di fido, le CIV applicate sugli scoperti di conto sono diminuite da 19,4 a 17,6 euro”.

La spesa – che nel 2018 è stata pari in media a 86,9 euro – riflette – spiega Bankitalia – “da un lato gli effettivi comportamenti dei correntisti e dall’altro le condizioni concretamente applicate dagli intermediari; queste ultime, a loro volta, possono essere influenzate da una combinazione di fattori, che include tanto le scelte commerciali di ciascuna banca quanto il tono concorrenziale del mercato”.