Banconota 500 euro ancora valida, in Italia 87% operazioni in contanti

19 Ottobre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Ammonta a circa 250 miliardi di euro, pari al 12,9% della ricchezza nazionale, l’economia sommersa ovvero quella che sfugge al fisco. E chi non ha nulla da nascondere fatica ad abituarsi alla moneta elettronica: in banconote 87 scambi su 100.

Sono alcune delle cifre elencate oggi da Ettore Livini su Repubblica in un articolo che descrive quanto l’Italia sia un paese che utilizza ancora troppo il contante, e molto spesso lo fa per sfuggire al Fisco.

Come si legge nell’articolo:

L’obbligo del Pos per esercenti, il tetto a 3mila euro per le operazioni in moneta e il boom degli acquisti online non sono bastati a incrinare la storica diffidenza tricolore per la moneta elettronica: carte di credito, bancomat & c. hanno il difetto di lasciare le impronte digitali di venditore e acquirente su ogni transazione, trasformandola in un libro aperto per gli occhiuti ispettori del fisco. E così, non a caso, siamo la Cenerentola d’Europa per l’uso di questo strumento di pagamento con la miseria di 30,1 operazioni pro-capite l’anno.

Il risultato sono stati fenomeni al limite del paranormale valutario come l’incredibile vicenda delle banconote da 500 euro. Bandite dalla Bce dal 2018 perché arma segreta di delinquenza organizzata ed evasori (in un solo pacchetto di sigarette ce ne stanno per un totale di 22mila euro). L’Italia del nero diffuso sembrava disporre di una sorta di stamperia clandestina delle monete di questo taglio. Nel 2014 – l’ultimo anno per cui ci sono dati disponibili – le banche hanno consegnato ai loro clienti 83 milioni di controvalore in banconote da 500. Negli stessi 12 mesi gli italiani ne hanno depositate per 9 miliardi.

Fonte: La Repubblica