Banchieri Wall Street scettici su tregua Usa-Cina: prepararsi al peggio

24 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

Mentre il presidente Usa Donald Trump prova ad abbassare i toni su Huawei e non esclude un accordo imminente con la Cina, mercato ed analisti appaiono sempre più scettici circa la possibilità che le due potenze economiche possano trovare un compromesso, dopo mesi di guerra commerciale a colpi di dazi.

“Credo che le tensioni tra Cina e Usa si intensificheranno piuttosto che allentarsi” ha detto Ed Keon, capo strategist di QMA, che consiglia agli investitori di puntare sul cash per via del rischio concreto di un ulteriore calo dell’azionario americano. L’esperto non esclude infatti un ridimensionamento delle mercato intorno al 10% o forse anche più.

View negativa è stata espressa anche dagli analisti di Nomura:

“Riteniamo probabile un aumento al 25% i dazi su ulteriori $ 300 miliardi di importazioni dalla Cina. Il nostro scenario di base presuppone che le nuove tariffe entreranno in vigore entro la fine del 2019, molto probabilmente nel terzo trimestre dopo l’incontro tra i presidenti Trump e Xi al G-20 di fine giugno “, ha scritto Lewis Alexander, capo economista della divisione Usa di Nomura, aggiungendo che “senza una chiara via da seguire c’è il rischio concreto che le tariffe rimarranno in vigore fino alla fine del 2020”.

Per gli analisti di Bank of America, la guerra commerciale si sta rivelando peggiore delle attese. Per questo motivo, gli esperti hanno tagliato le loro previsioni per il rendimento dei Treasury a 10 anni al 2,6% a fine anno, da un precedente 3% alla luce di possibili politiche monetarie più espansive da parte della Fed.

Infine Goldman Sachs. Gli economisti della banca Usa sperano ancora in un accordo commerciale.  Tuttavia un’ulteriore escalation della guerra commerciale con l’aumento del dazi al 25% su tutte le importazioni dalla Cina è vista dagli esperti come fattore che potrebbe aumentare l’inflazione core PCE degli Stati Uniti dello 0,6% rispetto all’attuale 0,2%.