Banche Usa fanno incetta di bond ultra sicuri. Cosa temono?

23 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Questa volta l’alert viene dal sistema bancario made in Usa. Bloomberg segnala in un articolo che le banche americane stanno facendo incetta di obbligazioni considerate molto sicure, tanto che l’ammontare detenuto è balzato a $2 trilioni ($2.000 miliardi).

L’interrogativo è il seguente: “Cosa sanno le banche Usa riguardo allo stato di salute dell’economia degli Stati Uniti, al punto da accumulare bond ultra sicuri a livelli record?”. Perchè puntare infatti su asset considerati rifugio e non su altri investimenti più rischiosi, ma anche più redditizi? D’altronde la crescita sembra proseguire, le assunzioni sono ai massimi in decenni, e l’ottimismo delle famiglie non è stato mai così alto dal 2011.

Eppure, banche come Bank of America, continuano a utilizzare i depositi in continuo aumento non tanto per erogare prestiti, quanto piuttosto per investire sui titoli di stato Usa.

Certo, fa notare Bloomberg, parte della strategia si spiega con le nuove regole, che richiedono ai colossi di Wall Street di detenere una quantità maggiore di asset di elevata qualità, per proteggersi da eventuali crisi finanziarie, simili a quella di qualche anno fa, che è stata la peggiore dai tempi della Grande Depressione. Ma il fenomeno indica anche che molti consumatori, tra quelli direttamente colpiti dagli effetti dell’esplosione della bolla immobiliare, preferiscono essere sicuri che le loro finanze siano sane, piuttosto che puntare sullo shopping sfrenato e fare grandi spese.

“Le banche hanno così tanto cash – ha detto intervistato da Bloomberg Peter Tchir, responsabile della strategia macro presso Brean Capital, a New York – I rubinetti del credito sono stati riaperti, ma per gli istituti è semplicemente più facile possedere Treasuries”.

Acquistare bond governativi, inoltre, per le banche si sta rivelando una mossa redditizia. Puntare sui Treasuries a cinque anni, per esempio, si traduce in uno spread superiore ai 100 punti base rispetto alla decisione di lasciare il contante parcheggiato presso la Fed, dove il guadagno è di appena 25 punti base.

Lo spread è inoltre appetibile anche rispetto agli interessi che le banche pagano sui depositi. Il differenziale tra i tassi sui bond governativi e il tasso medio sui depositi delle quattro principali banche Usa è superiore a quella che è stata la norma per più di un decennio. Per Bank of America, per esempio, il differenziale è dell’1,14%.

Il risultato è che sono 16 mesi consecutivi che le banche commerciali degli Stati Uniti continuano ad aumentare l’esposizione in Treasuries e debiti di agenzie federali; è la fase di acquisti più duratura dal 2003, con cui gli istituti hanno accumulato $2,1 trilioni ($2.100 miliardi), stando ai dati della Fed. E CompleteBankData.com riporta che solo nel 2014 le quattro banche più grandi degli Stati Uniti hanno più che raddoppiato il valore della loro partecipazione in titoli di stato Usa, a $251,8 miliardi.

Bank of America ha aumentato gli investimenti di quasi dieci volte a $67,25 miliardi e Citigroup del 60% a $110,38 miliardi.

Allo stesso tempo, i prestiti non si sono rimessi in moto: e questo perchè la domanda stessa dei consumatori ha subito un forte calo. A fronte di prestiti alle aziende – concessi dalle banche commerciali americane – che sono saliti del 13% a $1,81 trilioni, i prestiti al consumo sono avanzati di appena +5% a $1,2 trilioni.

Fonte Bloomberg