Banche: nel 2020 in fumo 85 mila posti. Mai così male da cinque anni

3 Dicembre 2020, di Mariangela Tessa

Continuano i tagli alla forza lavoro della banche mondiali, il cui modello di business continua ad essere messo sotto pressione non solo dalla crisi causata dalla pandemia da Covid 19 ma anche dalla rivoluzione digitale.

Banche: chi ha già annunciato tagli

Le ultime tre banche ad annunciare un piano di licenziamenti sono state l’olandese ABN Amro Bank NV, la spagnola Banco de Sabadell e la francese Societe Generale, che complessivamente hanno annunciato un taglio di circa 6.100 posti entro fine anno.

Un numero che porta a 85.540 il totale dei posti di lavoro persi quest’anno (dati Bloomberg). Un livello che non si vedeva dal 2015, quando venne raggiunto il triste record di 91.448 posti persi.

Gli ultimi annunci di ABN Amro e Sabadell ricordano che l’Europa è l’epicentro della crisi  con i suoi istituti di credito che devono far fronte tassi di interesse ai minimi record e persino negativi. Il ridimensionamento del personale dei due istituti saranno spalmati in più anni.

In particolare, Abn Amro prevede di tagliare il 15% dei 19.000 dipendenti nell’arco di quattro anni. La banca, secondo quanto riporta Bloomberg, punta a 700 milioni di euro di nuovi risparmi entro il 2024, la gran parte dei quali con la riduzioni del personale da avviare nel 2022.

Banche: Sabadell punta tagliare l’11% della sua forza lavoro

La quinta banca più grande della spagna, Banco Sabadell, prevede invece di tagliare 1.800 posti di lavoro, o quasi l’11% della sua forza lavoro nel paese. La banca, che aveva poco meno di 16.900 dipendenti a fine settembre, ha annunciato a ottobre che metterà in atto un piano di riduzione dei costi entro la fine dell’anno che comporterà un taglio di posti di lavoro, principalmente attraverso licenziamenti volontari e prepensionamento.

Le riduzioni di posti di lavoro fanno parte di un’ondata di ristrutturazione nel settore bancario spagnolo dalla crisi finanziaria globale del 2008, in cui la pandemia di coronavirus ha giocato solo un ruolo marginale.

Societe Generale pensa a 1.500 esuberi

La banca francese Societe Generale avrebbe intenzione di sopprimere 1.500 posti di lavoro nella sua banca di finanziamento e investimento (Bfi). Lo riporta Le Figaro, citando un documento interno.

Secondo il quotidiano, la soppressione riguarderebbe il 7,5% della forza lavoro della Bfi e la Francia sarebbe il paese più coinvolto con 700 tagli previsti. La sforbiciata rientrerebbe nel piano di riduzione dei costi di Societe Generale che ha stimato 500 milioni di euro di risparmi per la sua banca di finanziamento e investimento entro il 2020.

La situazione in Italia

Non fa eccezione l’Italia, complice il processo di consolidamento in atto tra i diversi istituti. Ieri i sindacati di Unicredit in una nota di commento alla decisione dell’a.d. Mustier di lasciare la banca in primavera hanno commentato: “Unicredit ha affrontato la crisi pandemica con la forza di un solido gruppo; ora auspichiamo che si focalizzi sul proprio ruolo di Gruppo a trazione italiana in ambito europeo, consolidando l’azienda nel Paese e mantenendone l’unità complessiva, perseguendo certamente la crescita dei ricavi e delle attività di business, coniugandole nel contempo con la tenuta occupazionale e il benessere lavorativo delle lavoratrici e dei lavoratori, nel rispetto del territorio, delle famiglie e delle imprese”.