Banche: le big italiane alzano il velo sui conti, le trimestrali di Unicredit e IntesaSanPaolo

6 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Primo trimestre in rosso per Unicredit, che ha archiviato il periodo gennaio-marzo con una perdita di 2,71 miliardi. A pesare sui conti del trimestre, spiega una nota del gruppo bancario, i costi di integrazione in Italia (-1,3mld), transazioni relative a Yapi (1,7 mld) e cessioni immobiliari (+€0,5 mld). Gli analisti prevedevano un rosso di 1,7 miliardi.

La pandemia da Covid-19 “continuerà ad avere un profondo impatto su tutti noi. E’ troppo presto per quantificare la ripresa dell’economia e dare una guidance per l’intero 2020” ha spiegato l’AD di UniCredit, Jean Pierre Mustier, in un briefing telefonico con le agenzie di stampa sui conti del primo trimestre dell’anno in corso.

“Quel che possiamo fare e che abbiamo fatto è stato aggiornare il costo del rischio, ma non daremo alcuna guidance per l’intero esercizio, perché dobbiamo vedere come reagirà l’economia”, ha aggiunto il CEO garantendo comunque che il management team, dopo aver raggiunto gli obiettivi del precedente piano Transform 2019 “in un contesto molto difficile, lavorerà duramente per assicurare anche il raggiungimento di quelli del nuovo piano Team 23”.

Guardando al prossimo anno, Mustier spiega:

“se, come abbiamo previsto, nel 2021 l’economia europea rimbalzerà del 10% il nostro utile netto 2021 dovrebbe raggiungere il 75-80% di quanto avevamo previsto nel piano Team 23, che era tra i 3 e i 3,5 miliardi”. Per quanto riguarda invece “la politica sui dividendi per gli anni successivi non ci sono notizie diverse da quanto comunicato a dicembre”.

La trimestrale di Unicredit arriva il giorno dopo quella diffusa da Intesa SanPaolo, che ha messo in luce un utile a 1,15 miliardi di euro: un dato superiore a quello delle attese del mercato (pari a 751 milioni) e che risulta essere in crescita del 9,6% rispetto agli 1,05 miliardi del primo trimestre 2019.

Ma i profitti si attesterebbero a 1,36 miliardi – il miglior primo trimestre di sempre – se non si considerasse l’accantonamento di circa 300 milioni ante imposte per l’impatto da Covid-19 che la banca ha deciso di realizzare.

I risultati del primo trimestre 2020 “rafforzano la capacità di Intesa Sanpaolo di affrontare efficacemente la complessità del contesto conseguente all’epidemia da Covid-19” ha spiegato il ceo Carlo Messina in una nota.

Intesa Sanpaolo, in considerazione dello scenario macroeconomico causato dalla pandemia da Covid-19, stima che l’utile netto del gruppo potrà risultare non inferiore a circa 3 miliardi di euro nel 2020 e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021.

La banca, nonostante la pandemia, ha spiegato che la motivazione strategica dell’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di Ubi Banca assume ancora “maggiore valenza, in particolare in considerazione delle sinergie – soprattutto di costo – nonché dell’aumento del grado di copertura dei crediti deteriorati e della riduzione dei crediti unlikely to pay e in sofferenza”.

In tarda mattinata il titolo Unicredit segna un aumento dello 0,90% mentre Intesa SanPaolo perde lo 0,17%.