Banche Cina: Mobius vede deja vu della crisi subprime

25 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Non portera’ a un altro crack in stile Lehman Brothers, ma i problemi del mercato immobiliare cinese e dei prestiti tossici in pancia agli istituti di credito nazionali sono della stessa gravita’ di quelli americani che hanno fatto scoppiare la crisi subprime sei anni fa negli Stati Uniti.

E’ l’opinione espressa ai microfoni dell’emittente Cnbc dal popolare investitore di Franklin Templeton Mark Mobius, secondo il quale anche se le similitudini sono innegabili, le banche cinesi al contrario di quelle statunitensi sono statali e quindi non verranno mai fatte fallire.

Nel discorso si e’ gia’ inserita Standard & Poor’s, che in un deja vu di quanto accaduto nel 2007 – quando diverse agenzie di rating americane avevano negato la sussistenza del rischio di un default per le banche e le altre societa’ finanziarie piene di crediti a rischio pignoramento – ha previsto che le banche cinese non faranno crack.

Mobius gestisce circa 53 miliardi di dollari nei mercati in via di sviluppo e ha investito piu’ soldi in Cina che in qualsiasi altra piazza finanziaria.

Nella notte i mercati asiatici e in paricolare la Borsa di Shanghai stavano accusando l’ennesimo calo del mese, quando la Banca cinese nazionale, la People’s Bank of China, ha emesso un comunicato, riportato dal Wall Street Journal. L’istituto ha deciso di prendere finalmente una posizione ferma in difesa delle banche statali del paese o per lo meno per combattere la crisi di liquidita’ che ha ingolfato il settore finanziario nell’ultima settimana.