Banche centrali, “è un colpo di Stato”

25 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’enorme disparità di benessere tra ricchi e poveri “non è la causa di qualche difetto nel sistema capitalistico, o dei tagli fiscali dell’era Reagan, e nemmeno dell’avidità di Wall Street”; il problema è che le banche centrali “sono ormai fuori controllo”.

Lo sostiene David Stockman, ex imprenditore e politico Repubblicano statunitense, secondo cui con le loro manovre ultra accomodanti i banchieri di tutto il mondo “hanno aspirato le risorse finanziarie per investirle in un puro gioco d’azzardo” e sarà chi detiene azioni e bond a pagare le conseguenze del crollo finanziario che deriverà.

“Il 10% dei ricchi possiede infatti l’85% degli attivi finanziari” ed è pertanto grazie alla stampa di denaro quasi senza limiti, che i banchieri hanno creato una inflazione finanziaria su scala mondiale e diseguaglianze gigantesche.

“Le banche centrali hanno creato e poi aggravato il gap di benessere”, sentenzia l’ex direttore dell’Ufficio per la gestione e il bilancio sotto Reagan, dal 1981 al 1985.

La chiosa di Stockman è senza appello: “È un colpo di stato, le banche centrali hanno assunto il controllo, hanno il dominio incostituzionale dell’economia intera”.

“Dovunque in tutto il pianeta stanno fornendo segnali distorti e fuorvianti al settore privato e alla gente sui valori finanziari”. Negli Stati Uniti, per esempio, “i prezzi sono stati falsificati dalla Federal Reserve”.

“Non si può ottenere prosperità stampando denaro. La Fed è petrificata all’idea che Wall Street andrà in crisi quando incominceranno a imporre una stretta monetaria” dopo l’altra.

(DaC)